A Bologna si concretizza la situazione delineata dal Protocollo siglato tempo fa

Un modello di collaborazione che vorremmo vedere ovunque

Un nuovo protocollo per la sicurezza a Bologna. Si tratta di uno dei casi in cui i rapporti fra associazioni e istituzioni sfocia in qualcosa di molto simile al “tavolo di lavoro” ipotizzato durante le riunioni con il Ministero dell’Interno, prima che cadesse il precedente Governo.

L’accordo ratificato in questi giorni da Silb e dalle altre associazioni di categoria con Prefettura e Questura di Bologna sotto la regia di Ascom definisce elementi molto importanti, dopo i gravi episodi del Matis con minorenni in preda ai fumi dell’alcol: più telecamere all’interno e all’esterno delle discoteche e più potere agli addetti alla sicurezza, oltre a dei cartelli che chiariranno gli obblighi da parte della clientela, che potrà essere allontanata o tenuta lontana se non si atterrà al regolamento.

Un protocollo che responsabilizza maggiormente i gestori dei locali notturni e che è stato commentato dal responsabile Silb di Bologna Oliviero Giovetti in questo modo: «Non abbiamo paura della responsabilità. Con questo protocollo finisce soprattutto l’idea che le discoteche siano luoghi di perdizione. Per la prima volta, tenendo fermo l’obiettivo della tutela della sicurezza, oggi si crea una collaborazione tra parte pubblica e privata».

Il protocollo definisce il numero minimo di addetti alla sicurezza, ovvero il rapporto è 1 a 100. E prevede che il 30% del nuovo personale possa essere impiegato a supporto dei ‘buttafuori’ già in campo. Gli addetti potranno anche fare fuori del volantinaggio di prevenzione.

«Sì, l’incremento del personale ci aiuta molto. Si incontreranno tutela della sicurezza e corretto intrattenimento, e si farà anche un salto di qualità sul rapporto con le forze dell’ordine. Ci piace l’idea di poter interagire con loro continuamente». Quindi, gli animi paiono sereni da entrambe le parti ed è la situazione che vorremmo vedere in ogni area del Paese.

A firmare il documento sono stati Silb-Confcommerico, Assointrattenimento-Confindustria, Federsicurezza (che riunisce le aziende del settore vigilanza). Quindici punti, che essendo stati concordati con la Prefettura e la Questura permetteranno agli addetti alla sicurezza di intervenire su più materie: per esempio verificare che chi frequenta un locale non abbia armi o oggetti come lo spray urticante o vietare l’ingresso a chi è palesemente ubriaco o si dimostra molesto. Viene inoltre definito il numero minimo di personale che deve essere adibito alla sicurezza. In questo modo, gli imprenditori della notte avranno certo maggiori responsabilità ma altresì regole certe e un supporto da parte delle istituzioni.

L’intesa avrà una durata di tre anni e nasce da un accordo già preso a livello nazionale dal Ministero dell’Interno con le associazioni.