Area Legale

I soci Silb hanno diritto, come specificato all’interno della sezione “BENEFIT” del sito, alla consulenza legale nelle forme e secondo le modalità indicate nella convenzione sottoscritta da ogni singolo associato.

Si pregano pertanto i gentili soci di far pervenire ai seguenti indirizzi, legislativo@silb.it, info@silb.it, segreteria@silb.it, entro tre giorni dalla notifica del provvedimento da contestare, la seguente documentazione:

  • Modello della tutela legale compilato in ogni sua parte e debitamente sottoscritto, disponibile al link
    MODULO PER LA RICHIESTA DI TUTELA LEGALE AL SILB
  • Ultima reversale Siae
  • Visura camerale della società interessata
  • Licenza ex art. 68 TULPS
  • Licenza per la somministrazione di alimenti e bevande
  • Copia del provvedimento da contestare
  • Informativa sulla privacy da sottoscrivere INFORMATIVA PRIVACY

E’ possibile contattare il consulente legale del Silb, avv. Rita Caruso, al seguente numero: 339.2145218

 

 

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>>Nazionale

Domande e Risposte
>>Inquinamento acustico
>>Abusivismo
>>Autorizzazioni e licenze
>>Controlli vari e ordine pubblico
>>Diritto d’autore e tributi vari
>>Lavoro e previdenza
>>Problemi di gestione e varie
>>Sicurezza e prevenzione incendi
>>Somministrazione di alimenti e bevande

Documenti

Domande e Risposte

Cosa posso fare

D. Nella licenza per trattenimenti danzanti appena rilasciatami il Comune ha inserito una prescrizione che vieta l’ingresso ai minori degli anni 16. Cosa posso fare ?  
Titolare di una discoteca della Liguria 
 
R. Non esiste alcuna norma generale che vieta l’ingresso nei locali da ballo ai minori degli anni 16. 
Il Suo comune ha pertanto inserito il divieto in licenza come provvedimento discrezionale ai sensi dell’art. 9 del T.U.L.P.S.  La prescrizione contenente il divieto può pertanto essere impugnata al T.A.R. entro 60 giorni dal rilascio della licenza, con ottime possibilità di ottenerne l’annullamento.       
Devo munirmi di particolari autorizzazioni

D. Sono titolare di uno stabilimento balneare. Desidero sapere se per organizzare di tanto in tanto trattenimenti danzanti serali devo munirmi di particolari autorizzazioni. 
Lettera firmata. 
Titolare di uno stabilimento balneare della Campania 
 
R. L’organizzazione di trattenimenti danzanti è subordinata ad una serie di condizioni: la espressa previsione di tale attività nella concessione demaniale marittima, il successivo rilascio da parte del Comune della autorizzazione prevista dall’art. 68 del TULPS previa verifica di agibilità da parte della competente Commissione di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo e trattenimento. E richiesto altresì il possesso di idonea autorizzazione sanitaria e l’osservanza del DPCM n. 215 del 1999 in materia di inquinamento acustico. In caso di organizzazione abusiva del trattenimento il rischio sanzionatorio penale e amministrativo è particolarmente elevato, fino alla revoca dell’autorizzazione demaniale e alla violazione degli artt. 666 e 681 del codice penale. 
E’ necessario essere autorizzati dal Comune

D.  Desidero sapere se per consentire il parcheggio a pagamento e senza custodia davanti alla mia discoteca, in uno spiazzo di mia proprietà, è necessario essere autorizzati dal Comune. 
Lettera firmata 
Titolare di una discoteca dell’Emilia Romagna. 
 
R. La Corte di Cassazione, a più riprese, ha affermato che concedere a terzi la facoltà di lasciare in sosta autoveicoli su terreno di proprietà privata, previo compenso per l’occupazione del suolo e senza prestazione del servizio di custodia, non richiede l’autorizzazione amministrativa prevista dall’art. 86 del TULPS. E’ comunque opportuno avvisare la clientela delle modalità suddette, indicando le condizioni di sosta e di pagamento sul retro della ricevuta fiscale ed eventualmente con avvisi nell’area di sosta.
E’ possibile opporsi in qualche modo

D. Nella licenza di discoteca rilasciatami nei giorni scorsi il Comune mi ha prescritto per la prima volta il divieto di organizzare trattenimenti danzanti pomeridiani. E’ possibile opporsi in qualche modo ? 
Lettera firmata.                                                                                              
Titolare di una discoteca dell’Umbria. 
 
R. Il Suo comune ha inserito il divieto in licenza come provvedimento discrezionale ai sensi dell’art. 9 del T.U.L.P.S.  La prescrizione può essere da Lei impugnata con ricorso al T.A.R. entro 60 giorni dal rilascio della licenza, con ottime possibilità di ottenerne l’annullamento, previa sospensione urgente, se la prescrizione è immotivata o se non è stata determinata da esplicitate esigenze di interesse pubblico chiaramente prevalenti sull’interesse economico della Sua azienda.
Il Comune mi rifiuta la licenza per la somministrazione di tipo C

D. Sono da poco titolare di una licenza per trattenimenti danzanti, ma il Comune mi rifiuta la licenza per la somministrazione di tipo C sostenendo che tali licenze sono contingentate in quanto nel mio locale l?attività di trattenimento non è prevalente sulla attività di somministrazione. 
Lettera firmata 
Titolare di una discoteca della Calabria. 
 
R. Ai sensi dell’art. 3, comma 6 della Legge n. 287/91, le licenze per la somministrazione di tipo C non sono soggette ai limiti numerici (contingentamento) se l’attività viene svolta congiuntamente ad una prevalente attività di trattenimento e svago. La "prevalenza" va verificata soprattutto in base alla superficie del locale destinata alla somministrazione e al trattenimento, dovendo questa ultima essere superiore alla prima. Anche l’organizzazione del locale può essere un elemento da considerare, qualora l’impostazione dello stesso privilegi chiaramente l’attività di trattenimento su quella di somministrazione. Ricorrendo la suddetta prevalenza il rilascio della licenza non è sottoposto a contingentamento, per cui un eventuale diniego del Comune va subito impugnato al TAR con richiesta di sospensiva immediata.
Quali orari di chiusura devo osservare

D. Sono in possesso di una autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande rilasciata ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera c) della legge n. 287/91, nella quale è prevalente l’attività di somministrazione rispetto alla congiunta attività di trattenimento e svago. Desidero sapere se il mio esercizio deve osservare l’orario di chiusura previsto per le attività di somministrazione (ore 2,00) oppure quello previsto per le attività di trattenimento danzante (ore 4,00). 
Lettera firmata 
Titolare di un pub del Lazio   
 
R. La questione posta è stata oggetto del parere del Ministero delle Attività Produttive, direzione generale per il commercio, le assicurazioni e i servizi del 5 giugno 2002 prot. n. 506542, alla cui interpretazione aderisco pianamente: trattandosi di attività di somministrazione esercitata congiuntamente a trattenimento e svago, con la prevalenza della somministrazione, non è da ritenere possibile l’attività di trattenimento e svago in orari diversi da quelli previsti per l’esercizio dell’attività prevalente. Nel suo caso pertanto la chiusura dell’esercizio è da ritenersi fissata alle ore 2,00. 
E’ possibile tale eventualità

D. Ad un controllo della Questura è stata riscontrata nella mia discoteca la presenza di due clienti rivelatisi pregiudicati con precedenti penali. Preciso che nel locale queste persone non hanno commesso nulla di illegale e si divertivano tranquillamente. Il funzionario di polizia mi ha avvisato che probabilmente sarebbe stato adottato a mio carico un provvedimento di sospensione della licenza ai sensi dell’art. 100 del TULPS. E’ possibile tale eventualità ? 
 Lettera firmata 
Titolare di una discoteca della Sardegna 
 

R. L’art. 100 del TULPS  prevede tra l’altro che il Questore può sospendere la licenza del locale che sia abituale ritrovo di persone  pregiudicate o pericolose. Ciò significa che la misura sanzionatoria può trovare legittima applicazione allorquando il pubblico esercizio sia divenuto pericoloso centro di aggregazione criminale, non certo nei casi di presenza del tutto occasionale o episodica di pregiudicati che, peraltro, nulla di illegale stavano commettendo al momento del controllo. Tale principio è stato più volte affermato anche dalla giurisprudenza amministrativa. Purtroppo avvengono casi in cui le Questure adottano la misura sospensiva in maniera avventata ed illegittima, costringendo l’esercente a rivolgersi al TAR per ottenerne l’annullamento, previa sospensione urgente del provvedimento. Tale ricorso, in caso di necessità, è previsto dalla polizza di protezione legale SILB-ARAG  e il locale associato al SILB eviterà di pagare le spese legali (veda le modalità di fruizione della polizza sul certificato di iscrizione al SILB)

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