Area Legale

I soci Silb hanno diritto, come specificato all’interno della sezione “BENEFIT” del sito, alla consulenza legale nelle forme e secondo le modalità indicate nella convenzione sottoscritta da ogni singolo associato.

Si pregano pertanto i gentili soci di far pervenire ai seguenti indirizzi, legislativo@silb.it, info@silb.it, segreteria@silb.it, entro tre giorni dalla notifica del provvedimento da contestare, la seguente documentazione:

  • Modello della tutela legale compilato in ogni sua parte e debitamente sottoscritto, disponibile al link
    MODULO PER LA RICHIESTA DI TUTELA LEGALE AL SILB
  • Ultima reversale Siae
  • Visura camerale della società interessata
  • Licenza ex art. 68 TULPS
  • Licenza per la somministrazione di alimenti e bevande
  • Copia del provvedimento da contestare
  • Informativa sulla privacy da sottoscrivere INFORMATIVA PRIVACY

E’ possibile contattare il consulente legale del Silb, avv. Rita Caruso, al seguente numero: 339.2145218

 

 

ELENCO CATEGORIE

Accordi

Normativa
>>Nazionale

Domande e Risposte
>>Inquinamento acustico
>>Abusivismo
>>Autorizzazioni e licenze
>>Controlli vari e ordine pubblico
>>Diritto d’autore e tributi vari
>>Lavoro e previdenza
>>Problemi di gestione e varie
>>Sicurezza e prevenzione incendi
>>Somministrazione di alimenti e bevande

Documenti

Domande e Risposte

Consentire ai clienti di portare bevande

D. Nella mia discoteca vorrei evitare di tenere alcolici, consentendo però ai clienti di portarseli da casa e limitandomi a curare i servizi di custodia delle bottiglie e di somministrazione a richiesta.  Ci sono norme che impediscono tali modalità ? 
Lettera firmata. 
Titolare di una discoteca di Cuneo 
 
R. Le originali modalità da Lei proposte non trovano ostacoli nella vigente legislazione. Va però rimarcato che la circostanza che le bottiglie di alcolici da Lei custodite sono di proprietà dei clienti – con somministrazione a loro richiesta – non escludono responsabilità della gestione in materia di norme penali sugli alcolici, quali il divieto di somministrazione ai minori di anni 16 e alle persone in stato di ebbrezza. Inoltre, resterebbe intatta anche la possibilità da parte del Questore di adottare le misure previste dall’art. 100 del TULPS (sospensione o revoca della licenza) per eventuali disordini nel locale anche se provocati da clienti che hanno fatto abuso di alcol portato dall’esterno.
In sostanza, se la Sua idea vuole essere un modo per scongiurare responsabilità, non vedo convenienza alcuna. 
E’ vero che si rischia la chiusura del locale somministrando alcolici a chi ha già palesemente bevuto troppo

D.  E’ vero che si rischia la chiusura del locale somministrando alcolici a chi ha già palesemente bevuto troppo ? I baristi devono dunque rifiutare la consumazione anche se il cliente insiste ? 
Lettera firmata 
Titolare di una discoteca della Toscana 
 
R. L’art. 691 del Codice Penale punisce con l’arresto da tre mesi a un anno chiunque somministra bevande alcoliche a una persona in stato di manifesta ubriachezza. Qualora il colpevole sia esercente di un pubblico esercizio, la condanna comporta come pena accessoria la sospensione dell’esercizio. 
La consumazione alcolica va dunque senz’altro negata in quanto il consenso o la pretesa del cliente non scagiona il responsabile. Capita talvolta che per aggirare il rifiuto è un terzo ad acquistare la bevanda alcolica per poi darla all’amico "brillo": in tal caso a rispondere del reato non è l’esercente o il barista ignaro ma chi si presta alla elusione del divieto. 
Quali prodotti di gastronomia posso somministrare

D. Oltre che di una licenza per la somministrazione licenza di tipo C, che uso quando la discoteca è funzionante, sono anche titolare di una licenza per la somministrazione di tipo B. Vorrei sapere quali prodotti di gastronomia posso somministrare con quest’ultima. 
Lettera firmata. 
Titolare di una discoteca del Piemonte. 
 
R. La questione è datata, ma purtroppo non è stata ancora risolta univocamente. Secondo talune interpretazioni estensive dei Tribunali Amministrativi, la distinzione tra le autorizzazioni di tipo A (ristoranti) e di tipo B (bar), risiederebbe nel fatto che i titolari della prima possono cucinare in loco, mentre chi è in possesso della seconda, pur potendo servire qualsiasi tipo di preparazione alimentare, può somministrare esclusivamente cibi non da esso cucinati e deve limitarsi alla sola operazione di riscaldamento. Il Consiglio di Stato e talune direttive ministeriali danno invece una interpretazione più restrittiva, affermando che i titolari di autorizzazioni di tipo B possono solo somministrare tramezzini, panini, pizzette, sandwiches e simili che non richiedono manipolazione e che possono al più essere riscaldati a seconda del gusto del consumatore. 
La questione dovrebbe a breve esaurirsi, in quanto le nuove legislazioni regionali in materia sembrano orientate verso la unicità della tipologia della licenza di somministrazione di alimenti e bevande. 
Somministrazione e licenze

D. Nel mio locale sono già in possesso di un’autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande di tipo B (bar) ed ho intenzione di chiederne un’altra di tipo A (ristorante). Il mio comune sostiene che nello stesso locale non è consentito il rilascio di due distinte autorizzazioni per la somministrazione di alimenti e bevande. E’ corretta la valutazione comunale ? 
 Lettera firmata 
Titolare di una discoteca della Campania 
 
R.La valutazione del comune è da ritenere errata. L’art. 5, comma 6 della legge n. 287/91 prevede espressamente che è consentito il rilascio, per un medesimo locale, di più autorizzazioni corrispondenti ai tipi di esercizio di cui al comma 1, fatti salvi i divieti di legge. Nel caso di specie, se trattasi di autorizzazioni contingentate, il parametro numerico relativo alle autorizzazioni di tipo A non deve essere esaurito. 
Anche il Ministero delle Attività Produttive si è espresso nei termini innanzi spiegati con parere prot. n. 512103 del 3 ottobre 2002. 
Vendita e somministrazione di alcolici ai minorenni

D.  Cosa prevede la legge italiana circa la vendita e la somministrazione di alcolici ai minorenni? Non mi è mai capitato di vedere avvisi di divieto nei bar o nei supermercati. 
Lettera firmata 
Titolare di una discoteca del Piemonte. 
 
R. La legislazione italiana in materia è sicuramente carente ed inadeguata, rispetto a quanto avviene in altri Paesi, come ad esempio in Spagna dove è vietato vendere e somministrare alcolici ai minori di 18 anni con l’obbligo per gli esercenti di esporre avviso del divieto. Il nostro Codice Penale all’art. 689 dispone il divieto per l’esercente di somministrare bevande alcoliche ai minori degli anni 16 (non ai minorenni), sanzionando le violazioni con l’arresto fino ad un anno e con la pena accessoria della sospensione dell’esercizio da un minimo di 15 giorni ad un massimo di 2 anni. Non è previsto alcun obbligo di pubblicizzare il divieto. In Italia non esiste poi alcuna norma che vieta invece la vendita per asporto di alcolici ai minorenni o ai minori di anni 16.

P.zza G. G. Belli, 2 - 00153 Roma
Tel.: +39 06 583921 Fax: +39 06 58348955

info@silb.it | silb@pec.it

© 2013 - 2015 SILB - Tutti i diritti riservati - C.F. 97016090587 | Privacy Policy | Informativa utilizzo cookies| Powered by SIXTEMA S.p.a