Art. 100 Tulps – Provvedimento di sospensione a seguito di un unico episodio di non particolare gravità – Illegittimità

Art. 100 Tulps – Provvedimento di sospensione a seguito di un unico episodio di non particolare gravità – Illegittimità

Da più parti si segnalano casi di adozione, da parte dei questori, di provvedimenti cautelari di sospensione dell’esercizio ex art. 100 del Tulps a seguito di un solo ed isolato episodio verificatosi all’interno del locale. Il caso più frequente è quello dell’aggressione ai danni di un avventore.

L’art. 100 del Tulps dispone che la misura di pubblica sicurezza della sospensione della licenza può intervenire in caso di “tumulti o gravi disordini”, oppure “qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose” o, comunque, se il comportamento costituisca “un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”.

Sul problema dei presupposti per la legittima applicabilità da parte del Questore della sospensione della licenza prevista dall’art. 100 del Tulps (R.D. 18.6.1931, n. 773), è da ritenere – con il conforto di autorevole giurisprudenza – che un singolo episodio, non caratterizzato da particolare grave violenza o allarme sociale, non sia sufficiente a rappresentare il legittimo presupposto della sospensione dell’esercizio, sotto alcuna delle ipotesi considerate dalla norma.

Occorre invece, come anche statuito dalla giurisprudenza amministrativa,” o il ricorrere di plurimi episodi tumultuosi connotati da gravità oppure un comportamento recente un “pericolo per la sicurezza dei cittadini”; anche quest’ultima ipotesi, nel contesto complessivo della previsione normativa, deve necessariamente rivestire carattere di gravità e allarme per la collettività tale da connotarsi per la pericolosità per la pubblica sicurezza”.

La giurisprudenza ha altresì avuto modo di chiarire nello specifico caso di “un giovane avventore aggredito e ferito all’interno della discoteca da uno sconosciuto che lo aveva colpito al capo con una bottiglia di vetro”, che “per le sue oggettive caratteristiche, detto accertamento posto a base del provvedimento non giustifichi l’adozione della misura cautelativa ai danni dell’esercizio”.

A cura dell’avv. Attilio Pecora

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