Attenzione ai livelli di rumore: E’ risarcibile il danno non patrimoniale prodotto ai vicini

Si segnala la recente ordinanza della Suprema Corte di Cassazione n. 16408 del 4 luglio 2017 con la quale i Supremi Giudici hanno confermato una sentenza della Corte di Appello di Milano riconoscendo, tra l’altro, il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale conseguente ad immissioni rumorose illecite provenienti da una attività musicale.

Nel caso di specie era stata accertata l’esposizione di due coniugi per diversi anni, nella loro abitazione e prevalentemente nelle ore notturne, ad immissioni rumorose eccedenti la normale tollerabilità provenienti da un pubblico esercizio, ritenute di per sé fonte di stress, facendo da ciò discendere una lesione alla sfera personale e dell’integrità psicologica dei medesimi coniugi.

In particolare, la Suprema Corte – confermando il giudizio della Corte di secondo grado – ha ritenuto che “il danno non patrimoniale conseguente ad immissioni illecite è risarcibile indipendentemente da un danno biologico documentato, quando sia riferibile alla lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria abitazione e del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane, trattandosi di diritti costituzionalmente garantiti, la cui tutela è ulteriormente rafforzata dall’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo”.

A tale norma il Giudice Nazionale è difatti tenuto ad uniformarsi, come statuito ripetutamente dalla Corte di Cassazione, da ultimo a Sezioni Unite.

In sostanza, anche in mancanza di una documentazione medica comprovante patologie originate dalla esposizione al rumore, il soggetto esposto ad immissioni illecite va risarcito e l’entità del risarcimento può essere determinato dal Giudice di merito anche in via equitativa, tenendo conto della natura del pregiudizio e della durata dello stesso.

L’orientamento interpretativo della Suprema Corte in commento – in uno al recente inasprimento delle normative a tutela dall’inquinamento acustico, che segnano anche un aggravamento delle conseguenze sanzionatorie in sede amministrativa –  rende necessaria una maggiore attenzione per gli esercenti delle attività musicali, esposti peraltro ai rischi in sede penale ex art. 659 c.p., ed in sede civile e amministrativa a possibili provvedimenti di cessazione dell’attività illecitamente condotta

A cura dell’ Avv. Attilio Pecora

clicca qui per leggere

 

Ci dispiace, i commenti sono chiusi per questo articolo.

P.zza G. G. Belli, 2 - 00153 Roma
Tel.: +39 06 583921 Fax: +39 06 58348955
silb@pec.it

info@silb.it

© 2013 - 2015 SILB - Tutti i diritti riservati - C.F. 97016090587 | Privacy Policy | Informativa utilizzo cookies| Powered by SIXTEMA S.p.a