Bardolino: una linea (da superare) fra passato e futuro

Il senso dell’intrattenimento alle soglie del 2020

Il recente raduno dei presidenti provinciali Silb a Bardolino, sul Lago di Garda, ha rappresentato una linea di demarcazione. Molto spesso veniamo travolti dagli eventi senza riuscire a comporre un quadro d’insieme, vista la complessità degli elementi in causa: i mutamenti tecnologici, quelli sociali, le attitudini delle nuove generazioni, i modelli di riferimento che cambiano.

La discoteca è stata un archetipo del divertimento degli anni Novanta. Ora dietro questa parola si cela un mondo multiforme e sfaccettato, sotto cui ricadono realtà differenti per posizionamento geografico, format, modalità di organizzazione e gestione. Non a caso, abbiamo chiamato un sociologo. Perché i problemi che stanno coinvolgendo le discoteche sono squisitamente sociologici. Anzi, antropologici, riguardano il comportamento degli esseri umani.

Ed è su questi, che il sociologo Francesco Morace ci ha fatto riflettere. Si tratta di ondate che hanno un flusso di venti, trent’anni, e che mutano profondamente gli scenari di riferimento. Una cosa è assodata: i giovani vogliono sempre –e sempre di più- divertirsi. Sono cambiate le modalità con cui fruiscono del divertimento perché la tecnologia, nella fattispecie il web e la iperconnessione con tutto- ha prodotto esigenze diverse. Ed è emerso, a dispetto di quanto si potesse immaginare, che la tecnologia non isola, anzi! L’esigenza di emozionarsi, di provare esperienze reali, di connettersi anche fisicamente agli altri, è aumentata. Quindi la discoteca può tornare ad essere luogo di aggregazione rivedendo il modello esperienziale che propone ai giovani.

In apertura del convegno, Nicola Dal Dosso di Confcommercio Verona ha portato i saluti dell’istituzione, confermando gli ottimi rapporti con il presidente di Silb Maurizio Pasca e con Paolo Artelio, vicepresidente Silb che ha presenziato al tavolo dei lavori insieme a Michele Moretti e Antonio Flamini. L’ottava convention dei Presidenti provinciali è stata occasione non solo per dirimere problemi di ordinaria amministrazione, ma soprattutto per focalizzare l’attenzione sulle leve del cambiamento ormai necessario, imprescindibile.

E in questo, Francesco Morace, esperto di tendenze mondiali e capo di una struttura –Future Fashion Lab- che si avvale di una cinquantina di persone (sociologi, antropologi, psicologi) sparse per il mondo con lo scopo di catturare i mutamenti in embrione- è stato prezioso.

Social come “lavoro”

Il primo dato emerso è che l’ingaggio sui social è quasi un lavoro, non esiste più il “tempo libero” nel senso che la separazione fra Online e Offline è ormai inesistente, tanto che qualcuno ha coniato il neologismo Onlife. Ovvero, una vita da connessi. Perciò, se prima l’evasione e l’intrattenimento erano una pausa netta dal lavoro, portata avanti con modalità precise per compensazione, ora tutto è mischiato. In compenso, essendo sempre online, aumenta la richiesta di esperienze vere, intense, a cui le persone si affidano in modo totale e più passivo rispetto al passato. Quindi, il MODO IN CUI SI OFFRE IL SERVIZIO È DETERMINANTE per risultare COINVOLGENTE. Non bastano più un dj e una rosa di brani. Deve essere un PROGETTO DI INTRATTENIMENTO.

Digitale e rapporti umani

Il digitale non annulla i rapporti umani, anzi, è un prolungamento di quelli fisici, un’estensione a dismisura. Però i nativi digitali non sanno mappare la realtà, mancano di una visione d’insieme. Le cose sono ON o OFF, o sei “figo” o sei out. E la vera ricerca, da parte di tutti, è quella di vivere situazioni in cui le persone possano godere dei cinque sensi. L’opposto dello sballo! Se lo sballo è “perdersi”, l’intrattenimento sano è “ritrovarsi” in un’esperienza viva, intensa, da ricordare. E anche i social vanno usati con questa modalità perché i ragazzi li usano non tanto per contatti a distanza, ma per rafforzare le relazioni. Quindi, la discoteca può TORNARE A ESSERE LUOGO DOVE SI CREANO LE RELAZIONI.

Il ruolo di famiglie e locali

Vero è che la famiglia ha perso il ruolo di educatrice, ma altrettanto vero è che i rapporti genitori/ figli –grazie allo smartphone- si sono intensificati. La media di scambio è di una ventina di messaggi al giorno. C’è una complicità generazionale unica, mai raggiunta prima. Per i locali questo cosa significa? Che LE DISCOTECHE E I LOCALI DA BALLO POSSONO CREARE EVENTI INTER GENERAZIONALI. Ci vuole un progetto chiaro e Casa Musica, ovvero il format he Silb sta portando avanti con Giordano Sangiorgi ed esperti di musica per creare una sorta di festival nelle discoteche italiane, è stato ritenuto da Morace un’ottima risposta. I locali sono serbatoi di possibile socializzazione e il telefono non sostituisce le esperienze fisiche. Anzi, il grande successo degli chef –che hanno sostituito nell’immaginario popolare lo charme degli stilisti- testimonia la priorità del corpo, della sensorialità. Quindi, prossimità digitale significa usare dispositivi per rafforzare il rapporto con la propria comunità di riferimento.

Il nuovo intrattenimento

Intrattenimento è un termine che va rivisto nella sostanza, non nella semantica. Cosa significa oggi intrattenere un pubblico abituato a un coinvolgimento costante, senza soluzione di continuità fra online e offline? Per capirlo bisogna comprendere cosa sono i social: comunità. Luoghi dove la gente si incontra per passioni comuni, per gruppi di interesse. Quindi per intrattenere con successo bisogna essere RICONOSCIUTI DA UNA COMUNITÀ. Le persone inoltre vogliono essere coinvolte e rese PROTAGONISTE. Perché in questo modo vengono RICONOSCIUTE dal loro mondo di riferimento.

Le discoteche, i locali da ballo, così come la società tutta, sono al centro di nuovi paradigmi del vivere sociale. Fra questi, oltre alla condivisione e alla dissoluzione di spazio e tempo nella linea di continuità fra online e offline, c’è la cura e il rispetto dell’ambiente che sono centrali nel processo di costruzione della credibilità dei locali.

Nei prossimi anni uno dei valori più importanti sarà la credibilità, che prende il posto della visibilità. Quindi creare un rapporto di fiducia con il pubblico sarà sostanziale. Proporre un modello di intrattenimento e proseguirlo nel tempo paga di più del costante cambiamento in preda alle mode. Infine, torna centrale il territorio con le sue differenze e le sue prerogative uniche. Quindi, bisogna tornare a studiarlo proponendo format che lo valorizzino.

Progetti per il futuro

La parola evento ha perso di senso. La fase degli eventi fini a se stessi è finita, si dimenticano nel giro di un mattino. La vera questione è creare progetti, nell’ambito dei quali circoscrivere gli eventi che in quel caso acquistano senso emozionale.

Il lavoro, come ha evidenziato il presidente Pasca è lungo e non si risolve certo in pochi mesi. L’importante è iniziare il processo di cambiamento che porti a instaurare un rapporto di fiducia con il pubblico su nuove basi. Solo portando modelli di credibilità, valore, attenzione alle differenze locali –e perché no anche sostenibilità- si potrà smontare la campagna negativa dei media nei confronti del mondo dell’intrattenimento. A essere criminalizzata è una percezione, legata al vecchio mondo ormai desueto. Ad essa va sostituito il nuovo. E il progetto che Silb sta studiando per giocare sulla (buona) musica dal vivo con un festival itinerante nei locali italiani può essere un ottimo modo per mettere a contatto generazioni diverse, valorizzare il territorio, riportare il focus sulle emozioni reali e sulle esperienze uniche.