Caso Goa, ”, locale sequestrato per acquisizione di nuove prove

Caso Goa, ”, locale sequestrato per acquisizione di nuove prove

La tragica scomparsa di Aldo Naro, il giovane medico deceduto venerdì sera in seguito ad una rissa scoppiata all’interno del locale palermitano “Goa”, ha destato lo sdegno e la commozione dell’intero settore dell’intrattenimento notturno, colpito ancora una volta da episodi di violenza che non fanno che accrescere la preoccupazione tra gli addetti ai lavori.

Alla luce di quanto accaduto, i carabinieri hanno predisposto il sequestro probatorio del locale ex art. 354 del codice di procedura penale in modo da acquisire prove per individuare i responsabili del decesso del giovane.

I titolari delle attività regolari si ritrovano troppo spesso a fronteggiare i danni creati da soggetti ingestibili che minano la tranquillità di chi da sempre si impegna a favore di un intrattenimento sano e sicuro. La società multirazziale e violenta in cui viviamo mette a dura prova l’attività di molti imprenditori, già fortemente danneggiati dal sistema di concorrenza sleale messo in atto dalla massiccia presenza di locali abusivi su tutto il territorio.

Il maggiore problema è costituito da una normativa ormai obsoleta che prevede in questi casi la chiusura del locale (ex art. 100 TULPS), nonostante non esista una responsabilità diretta per gli episodi violenti che avvengono al suo interno o nei paraggi. Proprio per questo, anche gli imprenditori che portano avanti attività completamente a norma e controllate, si ritrovano a sperare ogni week end che episodi di questo tipo non si verifichino all’interno della propria attività.

Marcello Barbaro, uno dei titolari del “Goa”, ha dichiarato sulla vicenda: “Siamo davvero sconvolti. Il nostro impegno per garantire ambienti e contesti sicuri alla clientela è quotidiano, tanto da organizzare feste con clienti selezionati: non avremmo mai immaginato che sarebbe successa una cosa simile, la festa non era aperta al pubblico. Per questo non bisogna puntare il dito contro noi imprenditori, lasciando lavorare gli inquirenti che, sono sicuro, risaliranno presto al responsabile di questa tragedia”.

L’imprenditore siciliano chiede dunque di fare al più presto chiarezza sull’accaduto, difendendo l’operato dello staff del “Goa” che a più riprese è stato fortemente attaccato dalla stampa nazionale la quale, come spesso accade, ha riversato buona parte della responsabilità proprio sul locale in cui si è consumata la tragedia.

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