Contrasto tra Piano Commerciale e Strumento Urbanistico. Quale prevale ?

Contrasto tra Piano Commerciale e Strumento Urbanistico. Quale prevale ?

A cura dell’ Avv. Attilio Pecora

 

Si pone con una certa frequenza la questione delle diverse e contrastanti previsioni, nel medesimo comune, tra le disposizioni del Piano Commerciale e quelle dello Strumento Urbanistico (PRG, PUC, PDF, ecc.).

In sostanza, può accadere che secondo l’uno un determinato insediamento di natura commerciale (discoteca, ristorante, pub, supermercato, ecc.) sia possibile, mentre non sia compatibile con l’altro strumento regolamentare.

La spinosa questione è stata affrontata dalla giurisprudenza amministrativa, anche recentemente, e risolta oramai pacificamente nel senso di attribuire prevalenza ai contenuti dello Strumento Urbanistico, da ritenere dunque prevalenti su quelli di natura commerciale.

Ciò in quanto le prescrizioni contenute nei Piani Urbanistici, rispondendo all’esigenza di assicurare un ordinato assetto del territorio, possono porre limiti agli insediamenti degli esercizi commerciali e dunque alla libertà di iniziativa economica, prevalendo pertanto sulle disposizioni commerciali.

Secondo la giurisprudenza del Consiglio di Stato, è dunque la diversità degli interessi pubblici tutelati che impedisce di attribuire in astratto prevalenza ai Piani Commerciali rispetto al Piano Urbanistico.

L’urbanistica va difatti intesa non solo come disciplina delle trasformazioni fisiche del territorio, ma anche come «disciplina globale dell’uso del territorio, comprensiva quindi di tutti gli aspetti connessi a tale uso e di tutti gli interventi che comunque sono destinati ad incidere su di esso» (Corte Costituzionale 382/1999; Consiglio di Stato 415/1998).

La stessa riforma costituzionale del titolo V, all’articolo 117 ha sostituito la parola “urbanistica” con l’espressione “governo del territorio”, che è appunto nozione più ampia e non perfettamente sovrapponibile rispetto ai tradizionali concetti di urbanistica ed edilizia.

Come sancito dalla giurisprudenza, attualmente tra il procedimento edilizio e il procedimento commerciale inerenti gli insediamenti commerciali si è passati da un regime di separatezza tra urbanistica e commercio ad un sistema coordinato, di necessaria correlazione dei procedimenti, stabilendo un vero e proprio ordine gerarchico in forza del quale le autorizzazioni commerciali, in quanto atti di mera gestione, non possono porsi in contrasto con i provvedimenti edilizi ed urbanistici.

Tale assetto non risulta modificato neppure dalle recenti normative in materia di liberalizzazioni che, pur introducendo una tendenziale e progressiva eliminazione delle restrizioni commerciali, lasciano immutato il potere dell’urbanistica-governo del territorio di imporre limiti anche alle attività produttive.

 

 

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