Disturbo al riposo delle persone

Disturbo al riposo delle persone

Brutte notizie dalla Suprema Corte.
Con la recentissima sentenza della I sezione n. 1787 del 15 gennaio 2013 i Supremi Giudici hanno difatti affermato, tra l’altro, che – ai fini della configurabilità del reato contravvenzionale  previsto e punito dall’art. 659 C.P.-  l’attitudine dei rumori a disturbare il riposo e le occupazioni delle persone non necessariamente deve essere accertata tramite una perizia o consulenza fonometrica, ben potendo il Giudice fondare il suo convincimento sulle sole dichiarazioni rese dai testi.
La giurisprudenza della Corte di Cassazione sull’argomento è oramai consolidata, riscontrandosi numerosi precedenti analoghi, peraltro richiamati nella decisione in commento.
Da segnalare anche il grave rischio per il titolare del locale, connesso al procedimento penale in corso, di subire la misura cautelare ex art. 321 C.P.P. del sequestro preventivo del locale o della strumentazione musicale
Diverso, almeno in parte, è sul punto l’orientamento della giurisprudenza amministrativa, dove pure si riscontrano decisioni analoghe, ma che in maggioranza è di segno opposto ritenendo configurabile l’illecito amministrativo solo in presenza di un accertamento tecnico fonometrico.
Dunque, ben può accadere che la medesima situazione sotto il profilo penale può essere valutata illecita con condanna ex art. 659 C.P., mentre sotto il diverso profilo amministrativo può essere definita con l’annullamento della eventuale misura sanzionatoria amministrativa di natura pecuniaria o interdittiva.

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