Festival delle Etichette Indipendenti

Ecco perché questa edizione sarà particolarmente importante

A partire da oggi a Faenza va in scena, come di consueto, il Festival delle Etichette Indipendenti. Musica autoriale fatta da giovani, premi ad artisti ormai noti, confronti sul settore, meeting di piazza.

La musica è ciò che accomuna chiunque gestisca un locale. Anzi, in particolar modo ora, visto che la normale concezione di “discoteca” anni Ottanta è anacronistica e nel nuovo mondo dinamico e digitale l’intrattenimento ha preso forme diverse: lo vediamo nei format di Ibiza, ormai spettacolarizzati, ben oltre l’intervento dei dee jay in consolle.

Ebbene, questa edizione per noi del Silb ha un rilievo diverso. Perché è sulla musica che vorremmo puntare per rinnovare l’immagine spesso “sporcata” dai media. Alla voce discoteche, su Google, sono associate le seguenti parole: “stupro, lite, rissa, violenza, alcol, droga, sballo”, in una lista poco edificante che mortifica il lavoro del 90% degli imprenditori seri, motivati, alle prese con problemi di sicurezza, burocrazia, rapporti con la clientela, disagi sociali e individuali che confluiscono nelle sale da ballo.

Avevamo annunciato allo scorso convegno Silb di voler collaborare con le Etichette indipendenti per portare un focus diverso sul settore: quello dell’intrattenimento. Ed era nata la proposta di organizzare un piccolo Festival itinerante nei locali, ovviamente partendo dalle grandi città perché la provincia ha ritmi ed esigenze diversi. Al pari, non esiste solo la musica autoriale: esiste l’elettronica di livello, quasi “classica” nel suo rigore espressivo e quindi adatta ad attrarre un pubblico più adulto dei ventenni. Esistono nuove forme di convergenza fra stili, che possono essere esplorate non solo in piazza ma altresì in un locale.

Quindi, il nostro intento è procedere a un rinnovamento di immagine che speriamo si trasformi anche in successo di pubblico, partendo da due o tre autori e delineando un paio di tappe in grandi città della penisola. Affinché la carta stampata (e non) usi la parola Silb associandola finalmente all’imprenditoria, alla cultura giovanile, al divertimento sano.

“Il Silb promuove la musica” è l’ideale che vorremmo vedere riportato nelle parole dei giornalisti. E vorremmo che il nostro Presidente fosse chiamato a interviste non solo su Corinaldo o sulle stragi del sabato sera ma su tematiche un po’ più positive. Il nostro convegno annuale questa volta sarà incentrato sui giovani in modo più netto: i giovani come leva per comunicare -e attuare- il nuovo. Perché il mondo è cambiato e noi dobbiamo evolvere con esso.

Poi esisteranno sempre le aree in cui attuare il format Ibiza: la Versilia è stato un ottimo esempio quest’anno e su Milano grossi nomi dell’intrattenimento studiano pacchetti comprensivi di show, ingegneria delle luci, tecnologia. In fondo, siamo pur sempre un settore da due miliardi di euro…cifra che potrebbe raddoppiare.