Format che funzionano: Le feste Antonacci

Ecco come cambia l’intrattenimento nei locali

Loro due si chiamano Giacomo Lecchi d’Alessandro e Leonardo Rizzi, in arte Le feste Antonacci. Sono due musicisti e produttori italiani che mettono insieme suggestioni davvero uniche: il canto solitario del flauto, le sonorità corali, il ritmo del tamburo e la canzone italiana. Da questa miscellanea nascono brani unici, intuitivi, quasi come se emergessero dal subconscio. Le loro sono vere e proprie jam session, potrebbero essere definite elettro pop e funzionano. La combo vincente è live più serata disco.

L’ingresso ufficiale nel mondo del pop di “Le feste Antonacci” è del novembre 2018, con il primo ep Grandi Successi. In nome è ispirato ovviamente a Biagio Antonacci: “Ci è venuto in mente guardando i video di Biagio, che di solito mostrano una situazione di festa. C’è sempre solo Biagio insieme a delle donne. Abbiamo iniziato a pensare ad alcune melodie chiedendoci, ma questo groove secondo te passerebbe a una festa di Biagio Antonacci? E questo? Allora elaboriamo”.

Per Halloween suoneranno in un locale di Milano, ma in Francia sono famosissimi. Leonardo è un jazzista migrato in Francia dopo un problema alla mano, mentre Giacomo è un genovese espatriato a Parigi per fare un corso da ingegnere del suono. Un percorso mai ultimato perché il ragazzo è stato preso come stagista a Radio Nova, una radio privata che mette musica originale e un po’ fuori dagli schemi.

I loro artisti di riferimento? Battisti, sopra a tutto. Perché la prerogativa di questo duo è davvero quella di scuotere i punti di riferimento usuali. “Ci piace tantissimo Bach e lì dentro c’è tutta la musica pop del mondo” hanno dichiarato. Fanno impazzire in Francia, sono amatissimi ai live. “Il sogno è fare un live con molta gente sul palco, per ora però ci limiteremo a quanto diceva Leonardo cercando di ridurre il più possibile l’utilizzo del computer per essere più liberi, così da poter fare una misura in più di un riff per esempio. Vogliamo ottenere un effetto differente e più originale dalla pura esecuzione live del disco”.

Cosa significa questa storia? Che quando si propone qualità e originalità di valore a un pubblico –giovane e non- i risultati arrivano. E che la parola “intrattenimento” non sta cambiando, è già cambiata. Come il mondo che ci circonda. Non sono in crisi i locali è in crisi il modello di intrattenimento di vecchio stampo. Ed è quella l’unica cosa da cambiare.