“I live – Non ti lascio da sola”: arriva il bodyguard per la sicurezza delle donne in discoteca

“I live – Non ti lascio da sola”. Albisola insegna qualcosa. Un’ iniziativa contro la violenza sulle donne nei locali da ballo. Nata dopo che Massimiliano Ioppolo, addetto alla sicurezza con una lunga esperienza nel settore nei locali notturni di Milano, Novara, Vercelli e della Riviera ligure, era intervenuto per mettere al sicuro una ragazza che si era accorta di essere seguita fin da Torino. Il suo intervento aveva permesso di consegnare ai carabinieri tre uomini.

Da quell’episodio è partita una campagna per formare l’addetto alla sicurezza quale “difensore” di donne potenzialmente vittime di molestie, aumentare l’informazione sui rischi e sugli aspetti legali con la consulenza di avvocati e psicologi. Il progetto è approdato in Liguria grazie a Monica Caccia, referente regionale dell’associazione “I live panta rei”, fondata a Robbio dallo stesso Ioppolo, in collaborazione con Liguria Giovane e con la European Security Service di Pietro Ingrassia.

A presentarlo, i Golden Beach, con una serata che ha messo in scena una sfilata di moda organizzata in collaborazione con Nino Tassara e Giacomo Canale, che quest’estate festeggiano anche il 23° anniversario di apertura del loro locale. All’iniziativa hanno aderito anche vip come il dj di Radio 105 Paolo Noise, le “Donatella” (ossia le sorelle cantanti Giulia e Silvia Provvedi), Ludovica Pagani, Michele Bravi e Cristina d’Avena.

«Anche il Silb ha aderito perché siamo i primi a volere un divertimento sicuro per tutte le persone che frequentano i locali», spiega il presidente provinciale del Sindacato italiano locali da ballo, Fabrizio Fasciolo. Le prossime tappe saranno al Morgana di Sanremo, al Mako e al Time di Genova.

La svolta è partita dopo l’episodio in cui era intervenuto Ioppolo, che da quel giorno ha iniziato a osservare con maggiore attenzione i comportamenti verso le donne da parte dei clienti dei locali. L’intuizione era azzeccata, perché l’addetto alla sicurezza ha iniziato a notare disagio o, peggio, paura negli occhi del pubblico femminile. «Allora – ha spiegato Ioppolo – è nata l’idea di un progetto per informare le utenti femminili che, in caso di necessità, devono subito segnalare comportamenti che le mettono a disagio e nel contempo per sensibilizzare gli addetti affinché osservino con maggiore attenzione i comportamenti. In caso di intervento, il personale della sicurezza porterà la cliente in un’area sicura e segnaleranno chi si è comportato in maniera inopportuna alle autorità competenti.i»