Il ”Corona” contesta il provvedimento di chiusura

Il ”Corona” contesta il provvedimento di chiusura

Il ”Corona” di Borgosesia

www.notiziaoggi.net – pubblicato il 12-02-2017 alle ore 18:31:20

«La rissa si è scatenata un’ora dopo la chiusura del locale: non c’è quindi alcun legame tra la discoteca e quanto
successo in strada lo scorso 15 gennaio». Roberto Cerruti, titolare del “Corona” di Borgosesia, considera
quantomeno “censurabile” il provvedimento attraverso cui la questura ha disposto la chiusura del locale per 15
giorni. La decisione del questore è arrivata in seguito allo scontro che si è verificato poco meno di una mese fa e
che ha provocato il ferimento di diversi giovani, due in maniera più grave degli altri.
Il titolare della discoteca si è già rivolto a un legale per far ricorso al T ar contro il provvedimento. «Il “Corona” è
aperto dalle 23 alle 4, orario che è stato rispettato anche lo scorso 15 gennaio – dice l’avvocato Rita Caruso -,
mentre la rissa che ha portato alla notifica della questura è iniziata attorno alle 5. Nelle sedi competenti
dimostreremo che all’interno del locale non si sono mai verificati, negli ultimi cinque anni e mezzo, ovvero da quando
il locale è stato preso in mano dall’attuale gestione, episodi di violenza. I clienti vanno mediamente dai 16 ai 25 anni
e le rare volte che si sono manifestate “effervescenze” tra gli avventori il personale addetto alla sicurezza ha sempre
allontanato i soggetti responsabili. Ovviamente la proprietà non può rispondere di quanto avviene fuori dal locale,
proprio come successo in occasione degli ultimi fatti».
La rissa del 15 gennaio avrebbe rappresentato, per la questura, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo un
primo episodio di violenza lo scorso 13 agosto. «Ma in quel periodo la discoteca era addirittura chiusa per ferie –
prosegue l’avvocato -. Ogni anno, e così è stato anche nel 2016, il locale abbassa le saracinesche l’1 luglio e non
riapre fino a ottobre. Non capisco dunque di cosa possa essere considerato responsabile il mio assistito, forse della
sicurezza su suolo pubblico mentre la discoteca è chiusa?».
Alla rissa del mese scorso avevano preso parte anche alcuni pregiudicati, che prima erano stati in discoteca. «Su
questo punto è opportuno precisare che nessuna legge prescrive l’esibizione del certificato penale da parte degli
avventori di qualsiasi locale al momento del loro ingresso – dice ancora l’avvocato -; la presenza di un idoneo
servizio di sicurezza all’interno del “Corona” dà però le necessarie garanzie sullo svolgimento sereno e civile delle
serate nel rispetto delle leggi vigenti e del buon senso civico. Questo ovviamente vale per l’interno del locale, non
certo per l’esterno, dove la tutela della sicurezza deve essere garantita dalle forze dell’ordine».
Stando a una prima ricostruzione dei fatti, pare che alcuni tra coloro che hanno preso parte della rissa fossero
nomadi. «A Borgosesia si segnala la presenza di soggetti senza fissa dimora – dice ancora il legale -, che
campeggiano nei loro caravan saltuariamente parcheggiati anche nelle vicinanze del locale; le responsabilità vanno
imputate a chi realmente ne ha, a chi ha picchiato, usato violenza e fomentato risse e scontri, non certo al mio
assistito».

Ci dispiace, i commenti sono chiusi per questo articolo.

P.zza G. G. Belli, 2 - 00153 Roma
Tel.: +39 06 583921 Fax: +39 06 58348955
silb@pec.it

info@silb.it

© 2013 - 2015 SILB - Tutti i diritti riservati - C.F. 97016090587 | Privacy Policy | Informativa utilizzo cookies| Powered by SIXTEMA S.p.a