Il divertimento è una cosa seria.

Il divertimento è una cosa seria.

Il Salento è diventato quello che Rimini era nelle estati degli anni ’70 e ‘80. È questo il motivo per cui il Silb, l’associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo aderente a Fipe-Confcommercio, ha deciso di organizzare il 29 ottobre proprio a Lecce il 30° congresso nazionale che ha per titolo “Il divertimento è una cosa seria: Salento nuova realtà del divertimento. Qualità, sicurezza, regole, controlli”. Il ‘tacco’ dello Stivale sta registrando un boom di presenze legate all’intrattenimento al pari di quanto avveniva nella riviera romagnola circa trenta, quarant’anni fa. Forse perché si può ballare anche senza spendere troppi soldi, forse perché il ballo aiuta a liberare la mente dai pensieri, forse perché dalle occasioni di incontro può sempre nascere qualcosa di buono, sta di fatto che il Salento, zona ricca di bellezze paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche, ha fatto registrare un exploit di afflusso turistico tanto da far registrare una domanda di molto superiore all’offerta. La riprova sull’impennata di presenze nel periodo estivo legate agli eventi serali e di intrattenimento, a dispetto della crisi economica in cui ancora annaspa l’Italia, è data dal proliferare di attività improvvisate, tipo rave party, feste abusive, cioè tutte quelle situazioni non controllate che possono facilmente degenerare e dove spesso si verificano situazioni drammatiche, abusi di sostante stupefacenti e, a volte, anche decessi. 

 
“È ora di dire basta – afferma Maurizio Pasca, presidente del Silb – perché le discoteche non possono essere il capro espiatorio di problemi di cui non hanno responsabilità. Siamo stanchi di essere messi sempre sul banco degli imputati. È troppo facile accusare i locali regolarmente autorizzati, quando prolifera un mondo di illegalità diffusa e incontrollata. Ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità”. 

Quello del contrasto al divertimento non controllato è un tema su cui il Silb si sta battendo dal 2006 con l’attivazione di un monitoraggio sulle occasioni di ritrovo danzante non autorizzato che spesso avvengono con un passaparola dell’ultimo minuto. Pochi anni dopo, nel 2010, è stato rafforzato l’osservatorio e dato maggiore impulso alla presentazione di esposti in questura e di segnalazioni alle forze dell’ordine, con risultati di tutto rilievo. Spesso si è riusciti a bloccare gli eventi non autorizzati, evitando preventivamente il verificarsi di eventi drammatici. Il centro studi Fipe, elaborando i dati Silb, ha calcolato che nei soli primi nove mesi del 2013, le iniziative contro l’abusivismo sono state circa un centinaio e tutto lascia pensare che possa essere stato superato il record delle 147 segnalazioni del 2012. Lecce, oltretutto, è la seconda città fra quelle più attive nelle segnalazioni con 30 denunce e segue di misura solo Parma. Da qui l’idea di dare al convegno un titolo che richiamasse entrambi i fenomeni, cioè quello della professionalità nell’organizzazione del divertimento e quello del divertimento come volano per il turismo. Il settore, infatti, con le sue 2.750 imprese dà lavoro a circa 50.000 persone e genera un miliardo di euro, lo stesso valore generato dall’offerta abusiva. Infatti, se si considera il mercato dell’intrattenimento serale e notturno nel suo complesso, comprese cioè tutte le tipologie di pubblico esercizio o di circoli e associazioni, il valore generato arriva a toccare addirittura i 7,5 miliardi di euro. È quindi un settore economicamente molto produttivo che trova attenzione a livello europeo e racchiude in sé un potenziale turistico ancora tutto da sviluppare. Oltretutto, l’offerta si rivolge a un pubblico giovanile, anche se c’è una buona fascia di ultraquarantenni da non sottovalutare In pratica, dei 13 milioni circa di frequentatori annui, il 62,8% è nella fascia di età compresa fra 20 e 44 anni, il 20,5% va oltre questa età e il 16,7% arriva fino ai 19 anni. Si può a ben titolo affermare che le imprese che offrono divertimento svolgono, sia pure indirettamente, una funzione sociale. Per questo il contrasto ai ritrovi non autorizzati è visto da parte degli imprenditori del mondo della notte come una tutela della salute pubblica, prima ancora che una concorrenza sleale.

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