Il divertimento è una cosa seria – martedì 23 settembre

Il divertimento è una cosa seria – martedì 23 settembre

Feste a bordo piscina senza sorveglianza, raduni di musica fuori controllo a base di balli e miscugli non identificati; tutto può succedere eppure “il divertimento è una cosa seria”.

Parte da una provocazione linguistica l’analisi sul mondo dello svago notturno del Silb-Fipe, il sindacato affiliato a Confcommercio che associa oltre l’80% dei locali del settore, e che promuove martedì un convegno su un fenomeno piuttosto mimetizzato: l’intrattenimento abusivo.

 

“È facile pensare all’abusivismo dei marchi commerciali, e se ne è parlato anche per le sagre rispetto alla ristorazione, meno invece per il divertimento notturno”, dove però – riflette Michele Moretti, vicepresidente nazionale Silb, oltre che titolare di due discoteche cittadine –,“a fronte di 1100milioni di fatturato legale, troviamo 900milioni di sommerso con evidenti distorsioni del mercato”. Ma dove si praticano le feste proibite? Più sotto casa di quanto si direbbe: “Stabilimenti balneari, circoli, agriturismi, cui non è vietato fare intrattenimento, a patto che abbiano le autorizzazioni adeguate”. I controlli faticano per la confusione tra attività abusive e dichiarate, il cliente difficilmente ha percezione dell’illegalità perché – continua Moretti – “il prodotto è analogo ma, viste le tutele inferiori, a danno di qualità e sicurezza”, mentre l’impresa in regola resta vittima della concorrenza sleale di chi sopporta a torto costi minori. E la festa è finita.

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