Illegittimita’ revoca licenza ballo: sentenza Tar Lazio

Illegittimita’ revoca licenza ballo: sentenza Tar Lazio

Il TAR del Lazio, con sentenza del 26 marzo 2013 ha dichiarato illegittimo il provvedimento di revoca della licenza ai sensi dell’art. 100 tulps, pur in presenza di numerosi episodi di pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico, se non è preceduto da un provvedimento di sospensione. 

La questione posta all’attenzione del TAR del Lazio era di assoluta rilevanza, in considerazione della gravità delle conseguenze che avrebbe potuto recare all’azienda interessata, ma soprattutto per la estrema pericolosità degli scenari che si sarebbero potuti aprire per tutte le aziende del settore qualora l’interpretazione data alla norma dalla Questura fosse stata condivisa dai Giudici Amministrativi .
Il Questore di Roma aveva difatti adottato un provvedimento di “revoca” delle licenze di una discoteca con annessa attività di somministrazione, sulla scorta di una serie di episodi pericolosi per l’ordine e per la sicurezza pubblica avvenuti all’interno del locale in un arco temporale di alcuni mesi.
La Questura riteneva che il provvedimento di revoca, cioè di definitiva chiusura dell’esercizio, era giustificato e doveroso appunto a causa della molteplicità degli episodi; ciò in base ad una interpretazione combinata dell’art. 100 con gli artt. 1 e 2 del medesimo TULPS.

In sostanza, secondo il Questore, in presenza di più episodi, tutti singolarmente idonei a determinare un provvedimento di sospensione della licenza ai sensi dell’art. 100 comma 1, del Tulps, può essere direttamente disposta la revoca definitiva dei titoli autorizzatori.
Il decreto di revoca era stato tempestivamente impugnato dal gestore del locale avanti al TAR del Lazio, utilizzando il servizio di tutela legale gratuito garantito alle aziende associate dal Silb-Fipe, con richiesta di sospensiva del provvedimento.
La sospensiva era stata prontamente accolta dal TAR, per cui il locale aveva potuto immediatamente riaprire.
Dopo la sommaria pronuncia cautelare, la delicata questione è stata ora definitivamente decisa dai Giudici Amministrativi con la sentenza n. 3085 pubblicata il 28 marzo scorso, con la quale è stata pienamente accolta la tesi interpretativa del locale e respinta quella della questura.
Secondo il TAR la revoca delle licenze ai sensi del secondo comma dell’art. 100 del TULPS non può mai essere legittimamente adottata se in precedenza non è stato disposto un provvedimento di sospensione.
Il decreto di revoca del Questore di Roma è stato pertanto definitivamente annullato, e nella motivazione si legge tra l’altro che “per poter disporre la revoca non basta che certi episodi si ripetano, ma è necessario che l’attività sia già stata sospesa e, ove ciò si registri, che accadano nuovamente tali episodi”.  
Rilevano altresì i Giudici Amministrativi che correttamente la difesa del locale asserisce che “non può procedersi direttamente alla revoca dell’autorizzazione, anche in caso di assunta reiterazione di episodi integranti pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini, qualora in precedenza non sia già stata disposta la sospensione del titolo e correlativamente dell’attività commerciale dallo stesso autorizzata”.
“Il provvedimento del questore gravato è pertanto in violazione di legge, è illegittimo e deve perciò essere annullato ed il ricorso deve essere accolto”.   
 

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