L’ industria delle discoteche non dorme mai. Sulla Riviera romagnola un business da 30 milioni

L’ industria delle discoteche non dorme mai. Sulla Riviera romagnola un business da 30 milioni

Dopo qualche anno di oblio, il settore dei locali notturni sulla Riviera si è ripreso alla grande. Solo nella provincia di Rimini si registra un fatturato di 30 milioni di euro l’ anno con 3.000 occupati tra diretti ed indiretti. E’ quest’ estate si punta sui dj internazionali.La Riviera romagnola sta tornando di gran moda. Dopo qualche anno l’ ampia proposta di oblio, già dall’ anno scorso, c’è stata una decisa ripresa ed i locali della costa stanno tornando ad avere quell’ appeal su italiani e stranieri. E il business non è da poco: “Le discoteche nella provincia di Rimini hanno un fatturato di 30 milioni di euro l’ anno”, dice a Metro Week Gianni Indino, presidente per l’ Emilia Romagna di Silb Confcommercio, il sindacato dei locali da ballo. Gli occupati nelle discoteche sono 1.500 ed altrettanto lo sono quelli nell’ indotto del settore. Il punto forte di Rimini e Riccione è l’ ampia proposta: sono due delle città con la più alta concentrazione di discoteche in Italia ed ognuna ha un suo target. Inoltre, quest’ anno stanno puntando su musica internazionale, con nomi come Bob Sincler ed Ilaria Patassini. Lo stesso Cocoricò nonostante il duro colpo subito l’ anno scorso che vide la morte di un giovane ragazzo per uso di droga nel locale, secondo la classifica 2017 dei Top 100 clubs (realizzata del portale dei Festival Musicdestination.it) si piazza al venticinquesimo posto. Non solo. Quest’ anno ha riaperto lo storico Prince che ritrova tra i suoi competitor locali come Villa delle Rose, Peter Pan, Byblos. Insomma il mondo della notte sembra essere pronto ad un nuovo rinascimento. “Noi siamo predisposti ad evolvere, ma sentiamo la necessità di essere maggiormente considerati, in primis dagli enti di promozione turistica. Da parte nostra, continuamo a rimboccarci le maniche per offrire la maggiore qualità possibile nei nostri locali, per darci e per seguire leggi e regolamenti” ha ribadito Indino, consapevole del fatto che le esigenze del pubblico sono cambiate insieme alla società. Benissimo il contenimento dei costi, la richiesta di una fiscalità più equa, la sicurezza, normative adeguate ed una lotta costante all’ illegalità. Ma la crisi riguarda soprattutto le discoteche vecchio stampo che in tutto il mondo, hanno visto in 7 anni, un calo globale del fatturato del 18% e del numero degli spettacoli del 20%.Uno studio del settimanale britannico Economist ha evidenziato che la crisi della discoteca stile anni ‘ 80 è diffusa in tutta Europa: a Parigi in 2 anni è scomparso il 30% dei locali da ballo, in Gran Bretagna sono passati, negli ultimi 10 anni, da 3.144 discoteche a 1.733 continua a leggere

 

 

 

 

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