L’invettiva dei media contro le discoteche

Non aiutano i fatti del Jaiss

Il 18 ottobre Susanna Tamaro ha mosso la solita invettiva contro le discoteche dalle pagine del Corriere della Sera. Profetica, visto che due giorni dopo a Sovigliana, in provincia di Firenze, sarebbe morta una ragazza di 19 anni, Erika Lucchesi, per arresto cardiaco dovuto forse a una miscela fatale di alcol e droga. Gli inquirenti stanno indagando, il locale è stato posto sotto sequestro.

Il Presidente di Silb Maurizio Pasca ha dichiarato che “se ci saranno responsabilità accertate dei gestori vanno presi gli opportuni provvedimenti. Non vogliamo che l’intera categoria venga messa alla gogna per le gravi inottemperanze di pochi”.

Ma, fino all’accertamento dei fatti, la tensione rimane molto alta. E i media proseguono con la loro campagna anti discoteca, come se il nucleo del disagio giovanile fosse tutto lì. Certo, il Jaiss era locale con dei trascorsi, luogo di culto della tecno negli anni Ottanta, con problemi per spaccio di stupefacenti. E la sua riapertura, che doveva essere una festa, è sfociata in tragedia. Una bruttissima storia che si mette nella scia dei fatti di Corinaldo, ormai citata come esempio nefasto.

Eppure, da alcuni dati tratti da un articolo di Lorenzo Tiezzi su Alla discoteca si evidenziano informazioni diverse sulle morti per overdose in Italia nel 2018: 253 casi, di cui 167 per eroina (che poco ha a che fare con i locali) e solo 9 per mix di alcol e droghe. E l’età media dei decessi è di circa 39 anni. In compenso non vengono enfatizzati in questo modo i numeri agghiaccianti spesi dagli adulti alle macchinette mangiasoldi: 106 miliardi in tre anni, una vera piaga sociale. Sui media invece si continua a parlare di ragazzi solo quando ci sono tragedie e morti per alcol e droga, almeno alla voce “discoteca”.

Per questo, vogliamo cambiare la musica. E lo faremo proprio con la musica…