“Musica a tutto volume? Attenzione agli abusivi”

“Musica a tutto volume? Attenzione agli abusivi”

Della Valle:”Imprenditori alleati di forze dell’ ordine ed istituzioni”.

Gli addetti ai lavori puntano il dito contro i locali non censiti dove vengono organizzate feste e serate che sfuggono ai controlli.

“Basta con la musica spacca timpani. Ma il vero problema sono i locali abusivi”. Il Sindacato Italiano locali da ballo (affiliato a Confcommercio) raccoglie l’ appello lanciato dal sostituto procuratore Valeria Mignone, martedì scorso nel vertice in Prefettura sulla sicurezza, in occasione di iniziative di svago ed intrattenimento. Il richiamo della Procura è stato rivolto al rispetto delle norme per scongiurare ogni forma di inquinamento acustico.

Il problema è che ormai si balla dappertutto- dice il presidente nazionale del Silb Maurizio Pasca, determinando abusivismi da anni. Si dice che l’ intrattenimento sia in crisi: la verità è che la discoteca è in crisi, perchè si balla negli stabilimenti balneari, nei bar, nei ristoranti. Ma l’ abusivismo si perpetra nei cosiddetti luoghi fashion- sostiene Pasca- che possono essere la masseria, il castello e quant’ altro, con feste occasionali. Ci sono locali che non sono assolutamente controllati proprio perchè non censiti, come lo sono invece le discoteche in primis e poi lidi, bar e ristoranti”. Pasca assicura tutta la collaborazione necessaria per individuare ogni attività e fenomeno fuori norma.”Sono disposto a collaborare ed a segnalare tempestivamente i locali abusivi, per agevolare il lavoro alle forze dell’ ordine fa sapere il presidente del Silb, però chiedo poi un intervento immediato, altrimenti tutto il lavoro verrà vanificato”.

“Gli imprenditori devono essere considerati alleati delle forze dell’ ordine e delle istituzioni- fa eco il presidente di Federbalneari, Mauro della Valle- tanto più che gli stabilimenti balneari sono fiduciari dello Stato.

Non è più consentito che ci siano improvvisazioni nè elementi fuori legge”.”D’ Altra parte continua, il Salento sta vivendo un momento positivo per quel che riguarda il turismo ma si trova impreparato a gestire le presenze giovanili, come pure le altre fasce d’ età”. “Sicuramente da parte nostra c’è la consapevolezza di non poter fare nulla senza autorizzazioni e di rispettare norme e regole- sottolinea- magari, penso ad una minima tolleranza nel periodo clou dell’ estate, quando gli appuntamenti si moltiplicano in maniera proporzionata alle presenze sul territorio”.

“Nel rispetto di tutti- puntualizza Della Valle- ai miei associati ho consiglaito di indicare, all’ ingresso dei lidi, su bacheche, cartelloni e quant’ altro, ogni iniziativa diversa dalla consuetudine quotidiana, come beach party o altre manifestazioni più rumorose e coinvolgenti, indicando tempi e modalità, in maniera che chi intende stare tranquillo possa scegliere”.

“Le regole ci sono basta applicarle” “Il turismo e l’ intrattenimento sono una risorsa”.

In altri, come il Salento, non vengono rispettate, forse perchè c’è carenza di uomini, forse perchè c’è un gap di 50 anni tra noi e la riviera romagnola e ligure o tirrenica.Entrando nello specifico della musica ad alto volume, e tornando, per esempio, alla Spagna, c’è un decreto attuativo europeo che lì viene applicato, ma in Italia no. Lo so bene perchè sono presidente dell’ Ena, l’ European Nightlife Association e mi reco spesso per incontrarmi con il governatore di Ibiza, con il sindaco di Barcellona, con quello di Amsterdam per incontri istituzionali a livello europeo. Dunque, le norme sono completamente differenti tra la Spagna e l’ Italia: in Spagna è categorico smettere la musica a mezzanotte, ossia nei locali all’ aperto. Poi, aprono i locali al chiuso, che possono stare aperti anche 24 ore su 24 senza creare turbativa alla collettività. Invece, in Italia le discoteche possono essere anche all’ aperto. Ed è così che si crea il problema della musica ad alto volume. Se anche in Italia verrà legiferato che le discoteche dovranno essere al chiuso, allora la situazione sarà differente.

E comunque, è da dire che ad Ibiza, visto che stiamo parlando di Spagna, c’è maggiore attenzione nei confronti di chi crea turbativa. Senza voler essere esterofili a tutti i costi, Riccione è un paese di 26mila abitanti, ha 412 alberghi, ha una Compagnia di carabinieri di 150 uomini, oltre alla polizia locale, che controllano molto bene il territorio. A Gallipoli c’è una Compagnia dei carabinieri, la Guardia di Finanza, un Commissariato di Polizia: il controllo non manca ma, forse, viene comunque permesso troppo. Per questo ho apprezzato il sindaco di Gallipoli che ha detto “basta” a tutto quello che è successo fino ad adesso. Ora le regole vanno applicate e và rispettato il riposo di chi vuole riposare ed il divertimento di chi vuole divertirsi, ma fatto in modo giusto.

 

 

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