Opere ed attività sul demanio marittimo

Nel periodo estivo si moltiplicano i casi in cui opere ed attività vengono svolte in ambito demaniale marittimo in assenza dei necessari titoli autorizzatori, o con autorizzazioni illecitamente rilasciate. In proposito, occorre ricordare che l’art. 24 del Regolamento di Esecuzione del Codice della Navigazione dispone espressamente che “la concessione (demaniale) è fatta entro i limiti di spazio e di tempo e per le opere, gli usi e le facoltà risultanti dall’atto e della licenza di concessione. Qualsiasi variazione nell’estensione della zona concessa o nelle opere o nelle modalità di esercizio deve essere richiesta preventivamente e può essere consentita mediante atto o licenza suppletivi dopo l’espletamento dell’istruttoria….”.

In merito a tale disposizione la giurisprudenza amministrativa ha statuito che “qualsiasi variazione al contenuto della concessione demaniale attuata anche mediante opere edilizie di sola manutenzione ordinaria deve essere oggetto di una espressa autorizzazione, che ha valenza autonoma e separata rispetto ai titoli edilizi”.

Nella fattispecie, è stata ritenuto il provvedimento con cui il Comune aveva ordinato ad uno stabilimento balneare la rimozione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi, avendo il titolare della concessione demaniale realizzato la sostituzione di una pavimentazione esterna con altra in conglomerato cementizio in assenza di apposita autorizzazione demaniale.

Irrilevante è la circostanza che trattasi di mere opere di manutenzione ordinaria non significative sotto il profilo edilizio, atteso che anche in tal caso le opere  necessitano  della   preventiva  autorizzazione  demaniale   e  la   carenza  della  stessa  rende  legittima  l’ordinanza  ripristinatoria.

Il principio affermato dalla giurisprudenza assume una notevole importanza con particolare riferimento alle modifiche – materiali e di esercizio –  spesso apportate dagli stabilimenti balneari per lo svolgimento di attività ulteriori (es. trattenimenti danzanti, ristorazione, ecc..) rispetto a quella oggetto di concessione.

E’ difatti non solo da ritenere illecito “qualsiasi” intervento edilizio volto a modificare i luoghi oggetto di concessione, ma anche che i “limiti di spazio e di tempo e gli usi e le facoltà” risultanti dalla licenza di concessione demaniale non possono in alcun modo essere alterati o modificati senza una preventiva autorizzazione dell’Autorità demaniale, che occorre sempre e che è ulteriore rispetto agli eventuali altri titoli autorizzatori necessari per lo svolgimento di una determinata attività.

L’interpretazione giurisprudenziale in commento può pertanto costituire un fondamentale elemento di contrasto delle attività “abusive” che vengono svolte presso gli stabilimenti balneari in maniera illecita perché sprovviste di espressa autorizzazione demaniale rilasciata ai sensi dell’art. 24 del Regolamento di Esecuzione del Codice della Navigazione. Clicca per leggere

Agropoli, 1 settembre 2017

Avv. Attilio Pecora

(Consulente legale nazionale Silb-Fipe)

 

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