PER L’ASSENZA MOMENTANEA DEL TITOLARE DAL LOCALE NON OCCORRE NOMINARE UN RAPPRESENTANTE

PER L’ASSENZA MOMENTANEA DEL TITOLARE DAL LOCALE NON OCCORRE NOMINARE UN RAPPRESENTANTE

L’art. 8 del Tulps dispone che “le autorizzazioni di polizia sono personali: non possono in alcun modo essere trasmesse nè dar luogo a rapporti di rappresentanza, salvi i casi espressamente preveduti dalla legge. Nei casi in cui è consentita la rappresentanza nell’esercizio di una autorizzazione di polizia, il rappresentante deve possedere i requisiti necessari per conseguire l’autorizzazione e ottenere la approvazione dell’autorità di pubblica sicurezza che ha conceduta l’autorizzazione”.

In forza della natura “personale” delle autorizzazioni di polizia – tra le quali rientra quella per spettacoli e trattenimenti ex art. 68 del Tulps – si pone dunque il problema di stabilire quando si renda effettivamente necessaria la nomina del rappresentante nei casi in cui il titolare dell’autorizzazione non sia fisicamente presente nell’esercizio.

La Suprema Corte con la recentissima sentenza in commento del 30 marzo 2016 è intervenuta proprio su detta delicata e frequente casistica, stabilendo la necessità che il titolare dell’autorizzazione garantisca la presenza effettiva e concreta nel luogo di esercizio dell’attività richiedendosi, in caso di sua assenza prolungata o del legale rappresentante o, ancora, del delegato della società, la nomina di un rappresentante, ai sensi dell’art. 8 Tulps, al fine di sostituirlo.

Ma i Supremi Giudici hanno nel contempo affermato che se l’assenza non assume il carattere della stabilità, ma si tratti di un’assenza momentanea, motivata da esigenze comuni, il titolare o il legale rappresentante o il delegato della società non debbono necessariamente nominare un loro rappresentante, ma si ritiene sufficiente che la conduzione venga affidata ad un soggetto preposto o ad un dipendente.

Unicamente nel caso in cui l’assenza si prolunghi per un periodo di tempo tale da assumere il carattere della stabilità, il titolare dovrà procedere alla nomina del rappresentante, suo alter ego (o, se ritiene, di un secondo rappresentante).

Nella motivazione della sentenza si richiamano peraltro due circolari del 2006 del Ministero dell’Interno e del Ministero dello Sviluppo Economico recanti una analoga interpretazione. 

La Suprema Corte non manca  altresì opportunamente di precisare che, nel caso di assenza temporanea,  il fatto di affidare la conduzione a dipendenti impone al titolare l’obbligo di sorvegliare su quanto avviene nei luoghi in cui l’esercizio dell’attività è autorizzato; se a ciò egli non provvede si esporrà alla revoca dell’autorizzazione o risponderà, ex art. 40 cpv., cod. pen. o, se del caso, ex art. 110 cod. pen., delle inosservanze alle prescrizioni, costituenti reato, commesse materialmente dai dipendenti.

Il titolare, pertanto, fino a quando non sia stato autorizzato alla gestione per rappresentanza (ai sensi dell’art. 8 Tulps) resta obbligato ad osservare tutte le prescrizioni imposte dall’autorità di polizia o dalle leggi ed a farle osservare dai suoi dipendenti.

Per altro verso, la sentenza chiarisce che un dipendente non commette dunque l’illecito di esercizio dell’attività in difetto dell’autorizzazione di polizia se è stato delegato ad esercitare il potere direttivo dal titolare che si è solo temporaneamente assentato.

Roma, addì 6 aprile 2016

Avv. Attilio Pecora

(consulente legale Silb-Fipe)

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