Riccione guarda a Ibiza. Riaprono le discoteche all’insegna del business sano e di qualità

Intervista al sindaco Renata Tosi

Una media di 15.000 persone in piazzale Roma durante gli eventi. +1,4% per gli arrivi e +2,7% per le presenze da gennaio a giugno. Cinque locali che riattivano la movida –sana e in sicurezza sulle colline: Pascià, Byblos, La Villa delle Rose, Il Prince e una manciata di altri.

La ricetta del sindaco Renata Tosi sta funzionando: acceleratore premuto sulla sicurezza e sulla regolarità, no all’abusivismo, permessi ampi per chi rispetta le regole.

Ho introdotto una regolamentazione ferrea. Chi sgarra dopo tre volte è fuori perché non fa impresa, non fa comunità, prende alla società e non restituisce –ha affermato Renata Tosi, che ha riportato in auge il business della movida partendo dagli aperitivi lunghi negli stabilimenti balneari collaborando intensamente con Prefetto e Questore.

“Dimostriamo che discoteca e divertimento non hanno sempre un’eco distorta, non sono sempre connesse a sballo, alcol, assenza di regole, risse, eventi delittuosi. Anzi, possono essere una grande risorsa economica e turistica, se ben gestite”.

Certo, niente accade per caso.

“Abbiamo fatto investimenti in sicurezza molto forti, per gestire gli eventi in piazza abbiamo speso 50.000 euro. Gli aperitivi in zona balneare iniziavano alle 17 per proseguire fino alle 2 di notte. Poi, la movida proseguiva in discoteca. Ma tutto era sotto controllo, ben organizzato, gestibile, grazie alla collaborazione fra le varie istituzioni e i gestori dei locali”.

Perché altrove non funziona?

“Perché far divertire la gente è un mestiere, non si improvvisa. Servono professionisti, personale formato, sicurezza. Ora, insieme a Maurizio Pasca del Silb, porteremo avanti il progetto Riviera Romagnola-Salento-Ibiza. Un asse del divertimento che fa business, che è una voce del Pil, una risorsa per attrarre turisti. Hanno riaperto le discoteche della collina, quelle storiche, e sta funzionando. Anche il Salento ha questo potenziale e intendiamo sfruttarlo, perché non abbiamo nulla da invidiare ad altri luoghi d’Europa. L’Italia è unica, dobbiamo solo imparare a gestire le risorse senza che le discoteche diventino capri espiatori di un disordine sociale ad esse non imputabile”.

Da affrontare con rigore e professionalità, anche e soprattutto il problema minorenni.

“Il Samsara ad esempio ha escluso l’accesso ai minori di 18 anni. Questo tipo di clientela va gestito in locali preparati ad accoglierla, per non costringere chi somministra alcolici a controlli estenuanti spesso elusi da carte d’identità fasulle. Non è mai facile, ma lo spirito giusto è affrontare i problemi in modo congiunto, trovando insieme la soluzione”.