Tar del Piemonte sull’inquinamento acustico

Tar del Piemonte sull’inquinamento acustico

Il provvedimento era stato adottato dal Sindaco a seguito di numerosi esposti pervenuti da parte di cittadini residenti nelle abitazioni circostanti, “in relazione al volume della musica all’interno del locale, nonché alla presenza di un elevato numero di avventori che staziona all’esterno del locale medesimo fino a tarda notte, arrecando inevitabilmente disturbo al riposo delle persone”, nonché a seguito degli accertamenti effettuati in loco sia dalla Polizia Municipale sia da personale della Questura e del Comando Provinciale dei Carabinieri.

Da tali accertamenti erano emerse “effettive problematiche di disturbo alla quiete”, con la conseguente necessità di intervenire “a salvaguardia del diritto alla salute e al riposo dei cittadini residenti nella zona, ma tenendo presente le esigenze imprenditoriali dei gestori dell’esercizio”. 

Il T.A.R. ha ritenuto illegittima ed ha annullato l’ordinanza sindacale limitativa dell’orario di attività, rilevando che la  motivazione dell’impugnata ordinanza del sindaco, pur richiamando le problematiche di disturbo alla quiete ed al riposo delle persone, non dava atto di alcuna istruttoria in merito alla ricorrenza di un’effettiva situazione di “grave pericolo” tale da minacciare l’incolumità pubblica o la sicurezza urbana, così da giustificare l’adozione di un provvedimento extra ordinem ai sensi dell’art. 54, comma 4, d.lgs. n. 267 del 2000.  Nell’ordinanza sindacale non risultava inoltre documentata – come sarebbe stato invece doveroso – alcuna situazione di “emergenza” connessa con l’inquinamento acustico, tale da giustificare l’attivazione del potere sindacale (pur sempre straordinario) di modifica degli oraridegli esercizi commerciali, ai sensi del comma 6 del medesimo art. 54. 

Tali carenze istruttorie e di motivazione hanno al contempo determinato, secondo i Giudici Amministrativi, un’evidente discriminazione commessa ai danni del locale oggetto dell’ordinanza impugnata, la cui situazione in punto di immissioni rumorose – in assenza di specifiche risultanze istruttorie atte a dimostrare il superamento dei valori limite delle emissioni sonore – non appare in nulla differenziarsi, con riferimento all’interesse pubblico alla salubrità acustica, da quella di tutti gli altri locali notturni dislocati sul territorio comunale.

 

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