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Abusivismo: ecco cosa stiamo facendo

(Ma cosa è possibile fare, in questo paese?!)

Sul fronte abusivismo, il Silb si sta muovendo in modo serio. Il problema è che non è serio il ginepraio di eccezioni, scappatoie, pastoie burocratiche e sfregi al più comune senso di giustizia che vessano questo paese. Se Beccaria parlava di “certezza della pena”…ecco, in Italia non c’è. Anche di fronte a un’irregolarità conclamata. Il “reo” continua imperterrito con la compiacenza di chi dovrebbe controllarlo e non lo fa, o lo fa a orari impossibili. Partiremo con il caso Vinile 45, a Brescia, su cui il nostro Giampaolo Scagliola sta lavorando da mesi e mesi e capirete come risulti difficile in questo paese far rispettare la legge. Vi racconteremo nel dettaglio ogni caso che ci è costato mesi di lavoro…il risultato è che in quei locali vedete ancora la gente ballare e non vi spiegate perché. Ecco, ve lo spiegheremo con dovizia di particolari nei prossimi articoli.

Per capire come è messa l’Italia, basta vedere quanto sta accadendo a Tonino Annino Vecchi del Bolgia di Bergamo, impresa da 54 dipendenti con investimenti fortissimi in show live e sui social. Un’azienda che stava per essere colpita da un video artefatto di Striscia la Notizia (venivano mostrati ragazzi che secondo la voce fuori campo stavano assumendo sostanze psicotrope, fatto non vero) e che ha trovato nel suo titolare, preparato e inattaccabile, un bastione di difesa che sta creando un vero e proprio caso.

Sulla base del video di Mediaset la Questura di Bergamo ha emesso un provvedimento per la chiusura del locale per oltre 20 giorni, con un’urgenza immotivata che non avrebbe dato al titolare modo di reagire difendendosi. Quindi, Vecchi è ricorso al Tar che ha subito bloccato il provvedimento di sospensione, accogliendo l’istanza di difesa. Ma da lì è iniziata una guerra fredda senza fine con la Questura, che ha in primis riproposto la prima sospensiva tale e quale, levando il requisito l’urgenza e seguendo la procedura amministrativa canonica: a ciò sono seguite le memorie di difesa del Bolgia che nel frattempo ha querelato Mediaset, dopo aver verificato il reale contenuto del video e l’alterazione di esso compiuta da Laudadio e dal suo staff (con il supporto di tecnici esperti).

Vistosi arrivare materiale così copioso, il Tar ha rimandato l’udienza al primo di aprile 2020, ma non è finita qui. Nel frattempo la Questura ha notificato a Vecchi un terzo atto procedimento amministrativo, volto alla sospensione dell’attività, dove vengono addotti fatti antecedenti agli accadimenti che hanno fatto scattare il primo procedimento!

E qui si apre uno scenario che ci dice appieno quanto sia necessario intervenire per modificare l’articolo 100 e il suo sconfinato (nonché arbitrario) raggio d’azione. Nel terzo provvedimento vengono paventate responsabilità del Bolgia per quanto è avvenuto sul pullman dell’autostradale (dei ragazzi che stavano recandosi lì non hanno pagato il biglietto del bus); per una rissa avvenuta a 500 metri dal locale e fra persone che non vi si sono mai recate; per fatti avvenuti nell’autogrill di Dalmine (a 400 metri dalla discoteca).

La Questura ha altresì chiesto alle forze dell’ordine se nel corso del 2019 fossero stati messi a verbale episodi penalmente rilevanti o inottemperanze a carico del locale e su 37.714 biglietti SIAE staccati sono stati evidenziati solo reati contro il patrimonio ovvero 13 sparizioni di telefoni, tre portafogli, una borsetta una catenina.

Questo accanimento contro un locale in regola fa ancora più specie se pensiamo alle decine di abusivi che continuano imperterriti a protrarre le loro attività fuori regola nonostante le molteplici azioni (e ve le racconteremo con dovizia di particolari) da parte del Silb. Quindi restate connessi perché seppur sia una lotta contro i mulini a vento, continueremo a portarla avanti.