Comunicato congiunto A-DJ, AID, ASSODJ e SILB-FIPE

Comunicato per la mancata adozione di misure di sostegno per il settore dell'intrattenimento musicale nell'emergenza Covid19

Di seguito riportiamo il comunicato congiunto firmato dai Presidenti delle associazioni di settore A-DJ, AID, ASSODJ e SILB e inviato al Presidente del Consiglio per la richiesta di misure di sostegno per il settore dell’intrattenimento musicale.

Le Associazioni scriventi operano a fianco dei DJ e di tutta la filiera dell’intrattenimento con l’intento di migliorare il funzionamento e le dinamiche del settore.
L’obiettivo primario degli enti firmatari è quello di garantire la legalità nello svolgimento della professione DJ ed il supporto all’intera filiera per agevolarne l’attività, grazie al mantenimento di una visione generale in grado di favorire il giusto bilanciamento di tutti gli interessi coinvolti.

Come noto, l’emergenza epidemiologica determinata dal diffondersi del COVID-19, ha messo a dura prova il Paese oltre che dal punto di vista sanitario, anche dal punto di vista socio-economico.
Il settore dello spettacolo e dell’intrattenimento è stato uno dei primi ad essere colpito dalle gravi ripercussioni del lockdown che si è reso necessario per contrastare la pandemia.
Per combattere gli effetti negativi causati dall’emergenza in corso è stato emanato il Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 (il cosiddetto “Cura Italia”) al fine di garantire supporto ai diversi soggetti colpiti.
La norma prevede una serie di misure che riguardano anche il mondo dello spettacolo (ma presta poca attenzione al settore dell’intrattenimento) e che dunque incidono in modo rilevante sui DJ e su tutti coloro che operano nel settore.

L’analisi del Decreto alla luce delle esigenze delle categorie coinvolte, ha fatto emergere una serie di criticità. Sebbene, infatti, questo primo intervento normativo abbia previsto al suo interno misure specifiche per il settore, e dunque, possa considerarsi un apprezzabile primo passo, è utile segnalarne, sin da ora, i limiti per meglio calibrare i prossimi interventi, con la speranza che
venga perfezionata la strategia di supporto soprattutto in vista di una pronta ripresa.
In particolare, le problematiche rilevate in questa sede riguardano, da un lato, l’esclusione di alcune tipologie di soggetti e, dall’altro, alcuni profili dubbi delle disposizioni stesse.

L’articolo 38 del Decreto prevede un’indennità di 6oo euro per i lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello Spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro e non titolari di pensione.
La previsione, così formulata, esclude moltissimi giovani DJ e Artisti che non sono in grado di soddisfare tali requisiti. E’ noto, infatti, che coloro che sono all’inizio della propria carriera, e che per tale ragione non sono nella condizione di raggiungere il minimo contributivo richiesto, sono proprio coloro che in realtà hanno bisogno di un supporto maggiore. D’altronde i DJ che saranno i professionisti di domani rappresentano la fascia più fragile ma anche più intraprendente della categoria, una realtà che va salvaguardata per non rischiare un brusco arresto del ricambio generazionale nel prossimo futuro.
Stesso discorso può farsi per tutti i lavoratori dello spettacolo che rientrano nella definizione richiamata dall’articolo.
La norma, infatti, esclude i più giovani, che proprio in ragione della loro precarietà dovrebbero avere maggiori tutele e che di fatto dovranno contribuire ad alimentare la filiera quando l’emergenza sarà superata, per poi garantirne il funzionamento futuro.

A differenza dei lavoratori dello spettacolo che, seppur con dei limiti, si sono visti riconoscere un’indennità, molte altre figure parallele non hanno ricevuto sufficienti tutele. La definizione di lavoratore a fini previdenziali, infatti, sebbene piuttosto ampia, non copre moltissime categorie professionali imprescindibili per il funzionamento dell’intera catena (agenti, booker, produttori, editori, manager, uffici stampa, ecc).
In tal senso, infatti, non sembrano sufficienti a soddisfare le necessità di questa importantissima fetta del settore, neanche le disposizioni del Decreto che prevedono diverse forme di indennità o ammortizzatori sociali o sgravi, agevolazioni e misure per le imprese.
In tal senso si sono già mosse importanti realtà del territorio italiano che hanno segnalato discrepanze e lacune della norma attraverso iniziative mirate che sposiamo pienamente.
In particolare, il SILB-FIPE si è fatto promotore di una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio in cui vengono evidenziate le carenze nei confronti delle imprese del settore dell’intrattenimento da ballo e spettacolo e proposte delle misure ad hoc per fronteggiare l’emergenza (la lettera completa è disponibile qui: https://www.silb.it/lettera-al-presidente-del-consiglio-conte/).
Per quanto riguarda la musica emergente, gli “Stati Generali della Musica Indipendente ed Emergente” hanno lanciato una campagna su change.org chiedendo al Governo interventi immediati, diretti ed urgenti a favore della filiera creativa musicale della piccola impresa indipendente ed emergente, condensando le necessità del settore in otto proposte concrete :
http://meiweb.it/2020/03/16/la-musica-e-al-collasso-petizione-su-change-stati-generali-della-musica-emergente-appello-al-governo-si-chiedono-interventi-immediati-diretti-urgenti-e-concreti-ecco-le-8-proposte-2/

L’articolo 89 istituisce un “Fondo Emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo”, le cui modalità di ripartizione e assegnazione saranno determinate con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto stesso.
Si segnala che la definizione di spettacolo non coincide con quella di intrattenimento.
Infatti, nell’ambito musicale, la prima riguarda le esibizioni dal vivo, mentre la seconda comprende tutte le altre esecuzioni musicali di qualsiasi genere, anche con pubblico danzante in discoteca.
Sebbene il concetto di musica dal vivo applicato alla musica elettronica sia piuttosto controverso e in evoluzione costante, allo stato attuale il termine “spettacolo” non può essere applicato anche alle esibizioni dei DJ e a tutta la filiera a loro collegata (organizzatori di eventi, manager, bookers, discoteche ecc.), che risulterebbe, dunque, esclusa dai benefici del predetto Fondo.
Diverso è il caso in cui il legislatore abbia inteso il termine “spettacolo” non in contrapposizione all’“intrattenimento”, ma in senso più generale e dunque per ricomprendere, tra le altre, tutte le attività collegate alla filiera musicale. In tal caso un’interpretazione del genere andrebbe quanto meno specificata e precisata in vista della grande fetta di soggetti che sarebbero esclusi qualora così non fosse.

L’articolo 90, si occupa dei proventi derivanti dalla riproduzione privata di videogrammi e fotogrammi (cosiddetta copia privata) e nello specifico dalla quota prevista dall’art. 71 octies, comma 3 bis della LDA (Legge sul Diritto d’Autore). Tale disposizione stabilisce che il 10 per cento dei compensi incassati per copia privata, spettanti ex art. 71 septies ad autori, produttori di fonogrammi e videogrammi, produttori originari di opere audiovisive, artisti interpreti ed esecutori, nonché loro aventi causa, è destinato sulla base di apposito atto di indirizzo annuale del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, ad attività di promozione culturale nazionale e internazionale, al fine di favorire la creatività dei giovani autori.
L’articolo 90 del Decreto fa riferimento alla quota del 10 per cento dei compensi incassati nell’anno 2019, per destinarla al sostegno degli autori, degli artisti interpreti ed esecutori, e dei lavoratori autonomi che svolgono attività di riscossione dei diritti d’autore in base ad un contratto di mandato con rappresentanza con gli organismi di gestione collettiva di cui all’articolo 180 LDA.
Anche in questo caso, con un decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, saranno stabiliti i requisiti per l’accesso al beneficio, anche tenendo conto del reddito dei destinatari.

Sebbene possa dirsi condivisibile il cambiamento di destinazione della quota del 2019 per contingenze legate all’emergenza, e, dunque, il suo utilizzo non più per favorire specificatamente la creatività dei giovani autori ma per supportare un elenco più vasto di soggetti, l’individuazione di questi ultimi lascia piuttosto perplessi.
L’articolo 90, infatti, estende ad autori e artisti interpreti esecutori, lasciando fuori i produttori ed inserendo quali beneficiari ex novo: i lavoratori autonomi che svolgono attività di riscossione dei diritti d’autore in base ad un contratto di mandato con rappresentanza con gli organismi di gestione collettiva di cui all’articolo 180 della legge 22 aprile 1941, n. 633 (rectius: i mandatari SIAE).
Sebbene questi ultimi siano soggetti necessari per il funzionamento del sistema di gestione collettiva dei diritti d’autore, e certamente degni di misure di supporto, ci si chiede se quest’ultimo non fosse realizzabile con altri strumenti o comunque non a discapito di un’altra categoria, a cui la legge stessa assegna la titolarità su compensi in oggetto.
Nel fare la selezione dei soggetti beneficiari, infatti, il Governo ha escluso i produttori in favore di una categoria non prevista dalla norma originaria.

Da ultimo, in un momento in cui le risorse economiche sono necessarie per la sopravvivenza stessa dell’intero settore, ci si chiede se non sia possibile reperire le stesse anche attraverso strumenti diversi. A tal proposito, sarebbe auspicabile avere notizie circa il residuo attivo risultante dalla procedura di liquidazione dell’IMAIE, che potrebbe giocare un ruolo fondamentale in tal senso.

Le riflessioni sin qui riportate, si aggiungono alle tante collegate ad iniziative europee ed italiane che coinvolgono tutti gli stakeholders del settore.
La musica rappresenta una parte fondamentale del patrimonio culturale ed un elemento imprescindibile della formazione della persona.
La tutela dei soggetti che operano in tale realtà diventa quindi un’attività necessaria alla luce degli stessi principi costituzionali ed ancor più fondamentale in un momento storico in cui l’isolamento ci ha messo di fronte alla prova evidente che l’arte è uno strumento di evasione potentissimo a cui nessuno può e deve rinunciare.
Soprattutto in un momento in cui il settore dell’intrattenimento è tra i più colpiti dalle conseguenze negative dell’emergenza epidemiologica in corso, è fondamentale che tutte le categorie di soggetti coinvolti siano unite e lavorino per una strategia comune.
Consapevoli della difficoltà del momento e della complessità delle scelte politiche necessarie al superamento della prima fase emergenziale e di quella successiva di ripresa, confidiamo che le riflessioni da noi suggerite possano essere un punto di partenza per l’adozione di misure necessarie per tutta la filiera dell’intrattenimento.
Rimaniamo a disposizione per qualsiasi necessità ed anzi auspichiamo un confronto più approfondito per la definizione di un piano strategico condiviso.
Distinti saluti.

FIRMATO DA
Avv. Deborah De Angelis
(Presidente A-DJ)
sig. Gianni Naso
(Presidente AID)

sig. Mario Di Gioia
(Presidente ASSODJ)
sig. Maurizio Pasca
(Presidente SILB-FIPE)