coronavirus chiusura locali

Coronavirus e locali notturni: non è il momento delle polemiche

Uno stato di isteria collettiva: questo è al momento il modo più opportuno di definire l’emergenza coronavirus. Si avvicendano i virologi, i medici emettono comunicati esortando a non drammatizzare, gli amministratori in ASSENZA DI CERTEZZE dispongono le cautele possibili.

In un quadro di questo tipo, qualsiasi azione risulta improvvida. Quando l’oceano è in tempesta e ci si trova sulla tavola da surf, meglio stare fermi. A fronte di una situazione innegabilmente assurda ma in assenza di qualsivoglia certezza scientifica, bisogna agire con responsabilità.

La decisione della Presidenza Silb è di non fare polemica e di accettare responsabilmente le decisioni prese dai governatori di Regione e dai Sindaci. Ciò non vuole dire essere d’accordo con disposizioni che spesso non assimilano i locali notturni a bar e ristoranti! Ma ci saranno i tempi per accertare responsabilità e reagire.

Ora c’è uno stato di crisi. Le stesse ordinanze differiscono per contenuto da Regione a Regione! Il governatore del Veneto è stato molto netto, a Milano c’è grande titubanza, si decide di chiudere la città lasciando l’immensa area metropolitana nell’arbitrio. È evidente che gli amministratori stanno agendo sulla base di una generica cautela e in via precauzionale, non ci sono al momento certezze di alcuna natura.

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Altrettanto evidente è che alla popolazione non venga detta la verità in sede Europea: possibile che a Londra, hub internazionale, non vi siano numerosi casi di contagio?! O a Berlino? In compenso l’Austria ferma i treni in arrivo dall’Italia. Come sempre, l’approccio italiano è emotivo e confusionario. E in stato di confusione è controproducente reagire.

Mentre medici, virologi e patologi divulgano informazioni rassicuranti i media fanno il contrario, con un bollettino di guerra che ogni giorno emette notizie di morti per coronavirus. Attenderemo questa settimana, sperando che la cortina fumogena si dissolva un poco e attenderemo di avere informazioni più fondate.

Ovviamente, vi sono alcuni provvedimenti risibili, come la decisione di chiudere dalle 18 alle 6 del mattino tralasciando le altre ore cruciali della giornata (a pranzo i bar si addensano di gente ma la cosa non viene considerata). Attenderemo tempi e metodi appropriati. Quindi agiremo con responsabilità e non sull’onda emotiva che sta creando una situazione di delirio collettivo. A Milano sono state annullate e rimandate manifestazioni fieristiche di caratura mondiale come MIDO, la fiera dell’ottica. Lasciamo che si calmino gli animi e definiremo in modo puntuale le reazioni da porre in essere.