minori orion

Deriso perché non vende alcol ai minori

La denuncia del titolare dell’Orion di Ciampino

Una locandina che pubblicizza una festa ma mostra un ragazzo a terra, riverso a pancia in giù, con decine di bicchieri di plastica intorno. È stato lo schiaffo macabro ma volutamente provocatorio tirato dal gestore del locale Orion Live Club, un locale di Ciampino che organizza concerti rock dal vivo ed eventi a tema.

Il locale era stato deriso perché non somministra alcolici a minorenni, con un seguito drammatico: i ragazzi infatti hanno risposto con post che invitavano le persone ad acquistare prevendite da loro, con scritte come “noi diamo da bere anche ai minorenni”. L’esortazione dei giovani era quindi quella di preferire la loro festa, in Santa Maria delle Mole e disdegnare l’Orion visto che non foraggia i ragazzi. Secondo loro, privarli dell’alcol sarebbe escluderli da un legittimo divertimento!

“Quello che accade nel nostro territorio è assurdo, siamo stanchi di subire passivamente da anni…denunciamo pubblicamente e in separata sede alle autorità competenti ma evidentemente ormai rispettare la legge è oggetto di derisione, tant’è l’abitudine a farla franca. Oltre il danno la beffa”.

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Ma qui dove stanno i comitati genitori? Si risvegliano dopo le stragi, come quella di Corinaldo? Queste, sono le aberrazioni a cui dobbiamo rispondere, su cui andare a bussare al Prefetto.

Ecco le risposte apparse nei post di ragazzi di 13, 14 anni: “non andate all’Orion, non ti fanno ubriacare perché sei minorenne, non ti fanno drogare perché è vietato, vieni da noi e fai come te pare”. E tutto tace!

Il titolare dell’Orion prosegue denunciando che “questi sono gli schemi che hanno portato alla morte di 6 persone alla Lanterna Azzurra di Corinaldo. Complimenti ai gestori che vendono la loro coscienza per pochi euro”.

Immagini di questo tipo vengono usate ormai da anni in molti locali della capitale, locandine di eventi che raffigurano il degrado sono infatti usate per attirare i giovani agli eventi, ma non è ammissibile. Ed è qui che dobbiamo sollecitare stampa e istituzioni, ma soprattutto famiglie a una presa di posizione.