Dopo il buio, arriva sempre la luce

In questi giorni duri, assistiamo al fermo di una nazione. Ognuno, certo, è focalizzato sul proprio mondo, ma si tratta di una reale emergenza nazionale. Qualcosa che non vedevamo dal secondo dopoguerra: coprifuoco, divieto di relazione sociale, collasso del Sistema sanitario.

A poco giova enucleare le responsabilità politiche, non servono a portare l’orologio del tempo indietro. La situazione da fronteggiare è questa: un virus estremamente veloce nel diffondersi, complicanze polmonari che in taluni casi portano alla morte soggetti con la salute già lievemente o profondamente compromessa, una pandemia che per ora non trova soluzione in vaccini. Qui e là giungono notizie di potenziali anticorpi o di farmaci che parrebbero funzionare, ma allo stato attuale non esiste rimedio certo e comprovato.

Cosa può fare una categoria che nelle relazioni sociali trovava il proprio focus? Sappiamo bene che il nostro paese non ha enormi risorse da mettere in campo, o meglio le avrebbe con un radicale rivoluzionamento della propria macchina politica ed istituzionale, amministrativa, fiscale ma non è certo questa la sede per affrontare il tema né ci risulta utile.

Cosa, è utile in questo momento? Un’unica cosa. Approfittare del fermo per ragionare sulle prime mosse da compiere appena cesserà. Ci definiamo imprenditori. Ebbene, un imprenditore può essere aiutato nell’emergenza, in cause di forza maggiore, con provvedimenti di sgravio, sospensione della fiscalità, proroghe. Ma alla fine deve trovare in sé le risorse per rispondere alle crisi. Questa è una circostanza che ci costringe, volente o nolente, a una disamina del nostro settore per formulare la ripartenza.

Eravamo in crisi, prima del coronavirus. Eravamo in una crisi determinata da mutamenti globali, antropologici, sociali e stavamo interrogandoci sul da farsi. Sapete cosa significa Krisis? Decisione, scelta, fase decisiva di una malattia. Dalla crisi si può guarire. Come? Pensavamo di farlo prima del blocco coronavirus: intorno a un tavolo di lavoro con giornalisti, esperti di marketing, esperti di musica e nightlife. Un tavolo serio da cui alzarci con una ricetta definitiva che ci veda agire INSIEME per il nostro lavoro, il nostro futuro, le nostre attività.

Ogni periodo storico ha richiesto metamorfosi e gli imprenditori lungimiranti sono stati quelli che hanno reagito prontamente. Dobbiamo ritornare a rappresentare il DIVERTIMENTO. Sano, non è nemmeno il caso di dirlo perché quello malato non dovrebbe esistere. Ma non bastano parole, è tempo di agire e il virus ci dà modo di valutare, informarci, prendere esempi, riflettere, portare proposte.

La mia esortazione è alla forza, alla reattività, alla capacità combattiva. È dura, lo so e nessuno lo nega. Ma non tutto il male viene per nuocere e la malattia arriva per produrre la cura, l’anticorpo che la fermi. Probabilmente, questo pessimo momento ci induce ad accelerare la riflessione e a promuovere al più presto l’azione, ci accorcia i tempi. Lasciamo passare il picco dell’emergenza e nel frattempo ognuno di noi pensi, rifletta ma non in senso individualista bensì di CATEGORIA, di settore, ragioniamo come un INSIEME COMPATTO E MOSSO DALLE STESSE ESIGENZE.

Voglio essere ottimista e vi dico ritroviamoci ad aprile, a una primavera del settore che ci porti verso l’estate.

firma pasca