apertura discoteche

Il miracolo italiano: apertura delle discoteche a giugno. Non sottovalutiamolo.

In uno scenario pandemico, l’apertura di locali notturni a metà giugno può essere definita quasi un miracolo. Un risultato raggiunto grazie al lavoro di pressione e mobilitazione personale del presidente di Silb, Maurizio Pasca.

È evidente che il momento non può essere vissuto come una circostanza storica “normale”. E che il tentativo di rispetto delle regole di distanziamento e contenimento del contagio si scontra con le impossibilità contingenti di controllare tutte le persone presenti nei locali.

L’attività di Silb è incessante, a livello nazionale e locale. Siamo perfettamente coscienti che la ricaduta a cascata delle responsabilità penalizza fortemente i gestori. Ma rammentiamo il grande lavoro di lobby che l’associazione ha svolto per la riapertura dei locali dal 13 giugno, mettendoci cuore, conoscenze, impegno, determinazione e usando toni convincenti.

Ricordiamo che la Spagna, con meno contagi e meno vittime, non ha ancora permesso la riapertura delle attività di intrattenimento, paventando di trasformare locali come il Pacha in musei, che Ibiza non ha aperto i locali puntando su attività di carattere più naturalistico. Che la situazione europea, mondiale, è di incertezza, allarme, preoccupazione. Rammentiamo che il 50% degli alberghi non ha aperto, che il wedding è fermo, che gli stabilimenti balneari hanno iniziato l’attività con il dimezzamento delle capienze.

La nostra capacità imprenditoriale ci deve indurre a trovare soluzioni che ci consentano di fronteggiare l’emergenza, coscienti che le perdite ci sono state per tutti. Ma è già miracoloso aver avuto la possibilità di riaprire in un contesto come quello attuale. Non si può pretendere che l’attività da ballo riprenda come nulla fosse, che gli scorsi tre mesi possano essere cancellati con un colpo di spugna.

L’attività di pressione, confronto e dialogo a livello governativo e regionale prosegue indefessa. Buon’ultima, la lettera al presidente del Consiglio e al Ministro Lamorgese, al fine di chiarire gli aspetti di fattibilità relativi ai controlli. In questo momento storico deve vincere l’attitudine imprenditoriale, la doglianza si scontra sul muro dell’emergenza sanitaria, dei DPCM, delle disposizioni regionali, delle attività di controllo delle Questure.