Il prefetto di Ancona e la giornata nazionale della “cultura del divertimento”

Domenica scorsa a Senigallia si è commemorata la tragedia di Corinaldo. E se è vero che il dolore serve a cambiare, a cambiare sul serio affinché non si ripeta, domenica 8 dicembre è stata una data cruciale.

Riuniti insieme a Luca Ceriscioli, presidente Regione Marche, ad Andrea Nobili, garante regionale per i diritti alla Persona, a Luigina Bucci presidente Co.Ge.U. (Comitato Genitori Unitario) e Gilberto Santini, direttore Amat, abbiamo dibattuto su quali azioni reali mettere in campo per evitare tragedie simili. Perché è finito il tempo delle parole. Fuorché di una parola, cultura, messa al centro del discorso dal prefetto di Ancona Antonio d’Acunto. Da lui è arrivata la proposta di istituire una giornata nazionale della cultura del divertimento, perché di questo si tratta. Non di degrado, ma di gioia, valore, cultura.

Un assist perfetto, partito dalla regione che ha siglato il 19 giugno 2019 il Codice Etico per l’Intrattenimento, frutto del lavoro in sinergia tra SILB e Confcommercio Marche Centrali, Co.Ge.U e Garante per i Diritti della Persona. Quindi, lavoreremo affinché questa iniziativa prenda corpo e si unisca al flusso di iniziative volte a rispondere alla campagna mediatica con fatti positivi, inoppugnabili.

Il codice etico è stato redatto in modo puntuale, con esortazioni e procedure che a dire il vero dovrebbero già essere di dominio pubblico. In primis la conformità dei luoghi, con l’accertamento che non vengano superati i parametri di capienza e il controllo delle uscite al momento opportuno; la salubrità dell’ambiente, relativa al volume della musica, alla qualità dell’aria e alla presenza di un defibrillatore per le emergenze; la sicurezza 2.0 ovvero il controllo dei clienti in evidente stato di alterazione, la predisposizione di impianti di video sorveglianza e i frequenti controlli nei parcheggi per prevenire eventuali situazioni di pericolo; e infine la programmazione consapevole, evitando eventi con contenuti di aggressività o sessuali espliciti.

Insomma, poche regole precise per evitare che l’istinto becero abbia il sopravvento sulla ragionevolezza.