Indebitarci ad libitum? No, grazie

Vogliamo azioni concrete, non prestiti a condizioni inaccettabili

La nostra associazione assumerà una posizione altamente critica e combattiva contro i provvedimenti del governo, totalmente insufficienti a fronteggiare la crisi derivante dalla sospensione delle nostre attività.

Accettare passivamente quanto proposto, ovvero ricorrere a prestiti che verranno comunque restituiti dagli imprenditori debitori, equivale al fallimento della nostra missione sindacale. Oltre alla catastrofe economica che ne consegue.

Lo Stato ci propone un prestito, a fronte di aziende chiuse per mesi, con lo scopo neppure troppo nascosto di dover pagare le tasse regolarmente seppur in scadenza prorogata a settembre! Se fate i conti del prestito e delle imposte prorogate, resteranno a dir tanto le briciole.

La eventuale ripresa sarà lenta, con totale incertezza sul meccanismo di diffusione di questo virus ed è difficilmente ipotizzabile che tutto torni come prima in due mesi! Ben altri sono gli aiuti che occorrono per ricominciare.

È come uno stato di guerra e occorrono aiuti a fondo perduto, riduzione delle aliquote delle imposte dirette, dilazione a lungo termine per quelle sul reddito e di ogni altra scadenza fiscale, modifica dei meccanismi di determinazione del reddito, compresa la periodicità di presentazione dei bilanci d’esercizio e relativo versamento d’imposte! Non vogliamo sentire parlare di tasse in un momento storico in cui le nostre aziende sono chiuse, dobbiamo pagare affitti, ricorrere alla Cig per i nostri dipendenti. Far fronte ai costi correnti che comunque non possiamo fermare.

La situazione è raffrontabile a uno stato di guerra, come ha detto Draghi e richiede provvedimenti straordinari. Ci aspettiamo che lo Stato ricorra a mezzi straordinari, come hanno fanno o stanno per fare molti degli Stati Europei con noi confinanti.

Contrarre debiti da lasciare ai nostri figli è un orrore che una Associazione di categoria non può sposare. La Fipe ha appena emanato un comunicato in cui dichiara che il 96% delle sue imprese ritiene i provvedimenti del Governo gravemente insufficienti e reclama misure tangibili e concrete. È evidente che erogare liquidità significa indebitarsi e che qualcuno dovrà restituire il denaro erogato.

Attendiamo il DL liquidità, il piano aperture oltre che il contratto con le OO.SS per definire la messa a punto di strumenti di aiuto in questo momento drammatico. Quindi porteremo avanti richieste con determinazione e con un programma fiscale SOSTENIBILE (quindi non quello attuale) per i prossimi anni. I finanziamenti garantiti non sono accettabili, lo ripeto. I soldi andranno restituiti e l’indebitamento resta sulle nostre spalle e su quelle delle generazioni a venire.

La nostra categoria contribuisce al Pil e merita un trattamento decoroso e responsabile. Questo è il momento di alzarsi e parlare a voce alta con la speranza che al governo, responsabile dell’avvenire delle nostre famiglie, metta in atto misure efficaci e concrete per uscire da questa grave emergenza. Quando sarà – speriamo presto – il momento di ripartire.