La vita si sposta online…spesso anche la discoteca

I tempi sono difficili ma la creatività e la voglia di vivere italiane non si fermano. In momenti di isolamento qual è l’unico elemento aggregante senza rischi? La rete. Fioriscono aperitivi online, condivisione di DJ set in streaming e tante altre cose. Pubblichiamo questo pezzo del Messaggero come segnale di reazione, perché pensiamo che una categoria agendo unita possa sempre trovare una via di uscita, soprattutto in un paese nel quale gli aiuti del sistema pubblico sono farraginosi e tardivi.

La rete si mobilita per riempire le tante ore da passare necessariamente in cattività. Per divertirsi e passare il tempo, tra arte cultura e divertimento. Fioriscono gli “App-eritivi”, sorseggiando calici di vino e mojito via Skype o WhatsApp.
L’isolamento diventa social, con tanti appuntamenti promossi da cinema e discoteche, ma anche dalla Galleria Nazionale dell’Umbria che unisce musica e arte.

Tra le possibilità per trascorrere serate diverse, si segnala l’iniziativa del PostModernissimo che propone Di/Stanza, una serie di film da guardare gratuitamente online. «Ci hanno chiesto di mantenere una distanza – spiegano dal PostMod -, ma siamo andati oltre e ci siamo messi Di/Stanza. Abbiamo deciso di unirci per raccogliere e mettere in libera circolazione le opere di amici registi e produttori per non lasciarvi e lasciarci soli. Da oggi, sul sito del PostModernissimo e del Cinema Metropolis sono disponibili gratuitamente per questi giorni di quarantena alcuni film, documentari e cortometraggi che negli anni sono stati prodotti e distribuiti, proiettati nei festival e in sala. Sono alcune delle opere con cui abbiamo lavorato: le nostre, quelle dei nostri amici, quelle dei nostri compagni, quelle dei nostri maestri. In questi giorni di emergenza e di quarantena, in un momento come questo che cambierà le nostre abitudini, vogliamo continuare a camminare sul sentiero che abbiamo sempre percorso: quello della passione, della solidarietà e della cultura. Di/Stanza è la sola risposta che avremmo potuto dare a questi giorni. Perché siamo isolati, ma mai soli». Questi alcuni dei titoli proposti: “La lotta” di Marco Bellocchio, “In Purgatorio” e “Per Ulisse” di Giovanni Cioni, il documentario “77-no commercial use”, “Okike” di Edoardo Ferraro, “Il caricatore” di Eugenio Cappuccio, Massimo Gaudioso e Fabio Nunziata o “Excim – mattone su mattone” di Andrea e Ivan Frenguelli su unno dei simboli dell’underground perugino.

Mentre proseguono sulla pagina Facebook del club i contributi audio e video di quella che presto diventerà Radio Red Zone (con le tracce mixate dei dj che hanno reso mitico il locale di Casa del diavolo), anche l’Urban fa in streaming con le dirette del suo dj Chis Kee sulla sua pagina Facebook.

E ci pensa anche la Galleria Nazionale, al motto di #laGalleriaTiFaCompagnia, a proporre musica e arte, ma su Spotify. Un nuovo guizzo del direttore Marco Pierini e del suo staff che lanciano, oltre alle immagini delle opere della GNU di cui godere online, le playlist con citazioni per amanti dell’arte.

«La Gioconda (anzi, Monna – Mona per gli anglofoni – Lisa), Guernica – si legge sulla pagina Facebook della Galleria -, La Ronda di notte di Rembrandt, Blue Poles di Pollock, il poema sonoro Ursonate di Kurt Schwitters e Un chien andalu, il cortometraggio di Luis Buñuel sceneggiato da Salvador Dalì – con il cui famosissimo taglio della palpebra cantato dai Pixies si apre la scaletta – sono alcuni dei temi portanti della GNU playlist. Assieme alle opere i loro autori: Picasso, Gauguin, Van Gogh, Magritte, Michelangelo e soprattutto Andy Warhol, protagonista di numerose canzoni memorabili a partire dal brano omonimo di David Bowie, il cui ritornello non si riesce a non cantare a squarciagola: “Andy Warhol looks a screeam / hang him on my wall / Andy Warhol Silver Screen / can’t tell them apart at all”. Ogni brano contiene riferimenti a un artista, un’opera, un movimento. Divertitevi a scoprirli da soli ma, se non ci riuscite, scriveteci, commentateci, condivideteci, ve lo diremo noi».