Le discoteche riaprono

Le Regioni derogano alle disposizioni del DPCM che spostava le riaperture al 15 luglio

Come “profeticamente” previsto dal nostro presidente Maurizio Pasca due mesi fa, la riapertura delle discoteche entro fine giugno è ormai fatto conclamato.

Dopo il DPCM dell’11 giugno 2020, che spostava al 15 luglio l’apertura di attività di intrattenimento quali le discoteche, lasciando alle singole Regioni autonomia decisionale in relazione all’andamento epidemiologico, la situazione si è sbloccata in brevissimo tempo.

A parte la Lombardia, che mantiene aperte le attività di intrattenimento e svago come somministrazione di alimenti e bevande ma senza possibilità di ballare (ordinanza 555 riconfermata dalla 556), in attesa di un calo dei contagi che faccia scendere lo stato di allerta, le altre Regioni hanno dato semaforo verde, seppure con precauzioni e regole di distanziamento sociale precise. La Puglia, dove le discoteche riaprono oggi, ha applicato il Protocollo Silb con l’unica eccezione di applicare il coefficiente 0,7, ovvero nessun distanziamento sociale, mentre in altre regioni vige la norma del distanziamento personale da mantenere in pista, sul quale vige ancora una certa confusione (i famosi due metri non sarebbero da mantenere in pista ma sarebbero da considerare spazio per persona, rimodulando la capienza a seconda della dimensione delle superfici). Via libera oggi anche in Campania, mentre Emilia Romagna, Veneto, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Liguria ripartono il 19, la Toscana ha dato il via libera il 13 giugno. Da oggi riaprono anche discoteche, sale e night club a Roma, ma senza che ballare sia consentito, mentre dal 30 giugno è previsto il ballo all’aperto in tutto il Lazio: prudenza dovuta al picco avutosi in città, seppur isolato e sotto controllo.

Le disposizioni variano a seconda della discrezionalità regionale, ad esempio è abbastanza comune in divieto di fare code e bere al bancone del bar, mentre è possibile sorseggiare bevande in piedi. Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Pasca per il risultato raggiunto, frutto di un lavoro incessante svolto negli scorsi tre mesi al fine di affiancare gli amministratori con corposi documenti tecnico commerciali e con la più totale disponibilità a collaborare.

Lo consideriamo un punto di partenza, per tornare gradualmente verso la normalità, ovvero la riapertura dei locali al chiuso, nel rispetto dell’evoluzione epidemiologica e con il senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinti.