Lettera al Presidente del Consiglio Conte

Riportiamo di seguito la lettera inviata dal nostro Presidente Maurizio Pasca al Presidente del Consiglio Conte per richiedere ulteriori provvedimenti a sostegno del nostro settore in seguito al decreto Cura Italia, e suggerire alcuni interventi proposti dai nostri associati.

Ill.mo Presidente del Consiglio,

lei senz’altro comprenderà come, pur in un momento così difficile per il Paese, nell’esercizio  della mia funzione di Presidente del SILB-FIPE, l’Associazione che rappresenta la maggior parte dei  locali di intrattenimento e spettacolo in attività, non possa che farmi guidare da un esame obiettivo della rispondenza o meno del provvedimento legislativo d’urgenza da Lei assunto, che ha previsto misure di sostegno per sanità, famiglie, imprese e lavoratori, alle pressanti necessità della categoria.

Come sa le nostre imprese hanno subito più di altre categorie gli effetti negativi del Coronavirus, che ha stravolto scenari consolidati e cambiato, radicalmente, gli stili di vita.

In questa prospettiva i nostri locali, luoghi simbolo della socialità e dell’aggregazione di qualsiasi età, sono state oggetto di provvedimenti di sospensione dell’attività, da Lei adottati, prima ancora di tutte le altre categorie commerciali, con un danno gravissimo per l’intera categoria.

Per questo motivo, in tutta franchezza, mi corre l’obbligo evidenziarLe che il decreto c.d. “Cura Italia” che tante speranze aveva suscitato nella nostra categoria si è, di fatto, rivelato gravemente inadatto a fronteggiare la grave crisi economica e di liquidità che ha colpito le imprese del settore.

Senza entrare nelle pieghe del decreto valga come paradigma della scarsa attenzione al settore, il credito d’imposta previsto per botteghe e negozi ma riservato, solo, agli immobili rientranti nella categoria catastale C1, quando, invece, i nostri locali rientrano, per la maggior parte, nelle categorie catastali D3 o D8.

Come può immaginare, in questi giorni, ho raccolto decine di proposte e di suggerimenti provenienti da imprenditori esasperati dalla situazione che mi pregio, in estrema sintesi, sottoporLe:

1) Condono Fiscale 

Si ritiene che la sospensione fino al 30 giugno 2020 dei termini di versamento scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, delle entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, accertamenti esecutivi, avvisi di addebito Inps, ingiunzioni e accertamenti degli enti locali per entrate tributarie e non tributarie attuata del decreto n 18/2020 sia una misura insufficiente a far fronte alle difficoltà di liquidità delle imprese dettate dalla congiuntura economica provocata dal Coronavirus per questo si chiede un nuovo condono fiscale  ovvero un provvedimento che preveda la c.d. “ pace fiscale”, sulla scorta delle esperienze già sperimentate, per ultimo, nel 2018, per tutti i debiti sorti o che sorgeranno nel corso del 2020 non solo nei confronti dell’Agenzia delle Entrate ma, anche, dell’INPS, degli Enti locali e degli Enti Pubblici Economici come la SIAE.

2) Sospensione delle utenze e blocco dei distacchi per morosità

Le imprese del settore hanno, praticamente, smesso di lavorare dalla fine del mese di febbraio quando la paura dell’epidemia ha iniziato a diffondersi tra le persone e le ha tenute lontane dai luoghi di aggregazione, a cominciare dalle nostre attività e non sanno quando potranno riprendere appieno. Nel frattempo gli imprenditori hanno dovuto sostenere ingenti spese fisse, parte delle quali potranno essere compensate solo tra qualche mese. In questa situazione il pagamento delle utenze dei mesi
precedenti diventa insostenibile, da qui la richiesta di sospensione e di rinvio dei pagamenti.

3) Sospensione dei pagamenti dei mutui e altri finanziamenti a rimborso rateale

Si chiede il Prolungamento del termine del 30 settembre 2020, previsto dal comma 2, lettera c) dell’art. 56 del D.l. n.18/2020, per quanto riguarda i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, almeno, fino, al 31/12/2020. Le imprese del settore soffrono una grave crisi di liquidità determinata dal blocco dell’attività. A detta degli esperti il ritorno allo status quo ante non avverrà, certo, in empi brevi. Dalla ripresa dell’attività le imprese avranno bisogno di un certo lasso di tempo per ammortizzare le perdite e per questo riteniamo sia assolutamente necessario tenerle sollevate da questi pesanti oneri finanziari per il tempo necessario a
ricostruire la provvista.

4) Ripristinare i voucher cartacei per il lavoro occasionale, semplificandone la gestione burocratica

Si chiede di reintrodurre i buoni lavoro cartacei come strumento di retribuzione del lavoro occasionale di tipo accessorio, o quanto meno di semplificarli rispetto alla formula attuale che si è dimostrata di scarsa utilizzabilità a causa della complicazione procedurale (a carico sia del datore di lavoro che del lavoratore) per la sottoscrizione del buono: (identificazione, registrazione, deposito della provvista, denuncia/comunicazione e consuntivazione. Per registrarsi è, poi, indispensabile il Pin Inps, o in alternativa le credenziali Spid o della Carta nazionale dei servizi.) In particolare i tempi per l’acquisizione sono piuttosto lunghi mentre i precedenti voucher erano facilmente acquistabili. Il voucher versione 2017 ha sostanzialmente comportato la rinuncia a utilizzare il contratto di prestazione occasionale, ricorrendo ad altre forme di lavoro o, anche, al ritorno al pagamento in nero. Le nostre imprese hanno spesso necessità di ricorrere al lavoro occasionale, data la tipologia di attività, attraverso l’impiego di ragazzi giovani, per lo più studenti, e per questo si chiede che sia reso meno burocratico l’accesso a questo tipo di retribuzione che tanta diffusione aveva avuto nella versione ante 2017.

5) Riduzione dell’IVA dal 22% al 10%, o in alternativa prevedere lo scorporo dal biglietto della consumazione obbligatoria

A differenza degli spettacoli cinematografici, teatrali di qualsiasi tipo, compresi balletti, opere liriche, riviste, concerti vocali e strumentali, attività circensi e dello spettacolo viaggiante, spettacoli di burattini, marionette e maschere, ai quali viene applicata l’aliquota IVA al 10%, ai locali di intrattenimento e spettacolo viene applicata l’aliquota ordinaria del 22% sia sul biglietto di ingresso sia sulle consumazioni obbligatorie. Considerato che le nostre attività stanno portando avanti iniziative in ambito culturale come i progetti per la diffusione della musica dal vivo, che aiutano i giovani talenti a intraprendere una carriera nella musica, percorso che, altrimenti, sarebbe loro precluso, progetti che avevamo già presentato al precedente Ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli incontrando la sua approvazione, chiediamo l’applicazione dell’aliquota IVA al 10% sia sui biglietti di ingresso, sia sulle consumazioni obbligatorie, ovvero, in subordine, almeno su queste ultime, praticando lo scorporo delle stesse dal prezzo del biglietto in caso di ingresso comprensivo della consumazione, come succedeva prima dell’entrata in vigore del decreto legge n 223/2006.

6) Abolizione dell’ISI

Dal 1° gennaio 2000 (Dlgs n 60/1999) è stata introdotta l’imposta sugli intrattenimenti (ISI) del 16%, oltre all’IVA, per tutti i ricavi conseguiti nel locale, nel caso l’esecuzione di musica dal vivo sia inferiore al 50% della durata dell’intrattenimento. A questo proposito si fa presente che il meccanismo sotteso all’I.S.I., insistendo sulla stessa cifra d’affari e generando, al pari dell’IVA, una ricaduta sul corrispettivo richiesto ai clienti si è palesato idoneo a gemmare perplessità, in ordine alla sua legittimità nei confronti della normativa comunitaria, (Direttiva CEE n. 112 del 28/11/2006, art 401) evidenziate dalla giurisprudenza tributaria. Nel merito chiediamo l’abolizione di questa imposta che incide pesantemente sui costi di gestione.

7) Accesso al credito nelle forme previste dall’art. 57 del DL n.18 del 17 marzo 2020

Si chiede che il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da assumere in concerto con il Ministro dello sviluppo per la definizione del perimetro di intervento della misura prevista dall’art. 57 del D.L. n. 18/2020, inclusi i settori interessati, consenta alle nostre attività di essere assistite dalla garanzia di ultima istanza dello Stato. Tale misura, infatti, minimizzando gli accantonamenti delle banche e degli intermediari sul proprio patrimonio a fronte del rilascio di finanziamenti, consentirà a questi, con il supporto di Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., di erogare più agevolmente finanziamenti alle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa della citata emergenza.

8) Estendere il credito d’imposta, previsto dall’art 56 del DL n 18 del 17 marzo 2020 per gli immobili accatastati come categoria C1, agli immobili accatastati come categorie D3 e D8 

Ai soggetti esercenti attività d’impresa, al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dall’emergenza da “Coronavirus”, viene riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, riferito al mese di marzo 2020, nel caso di immobili rientranti nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe). Nella predetta categoria catastale vi rientrano anche i bar e i ristornati trattorie ecc. cioè tutte le attività dotate di autorizzazione per la somministrazione. In questa categoria commerciale rientrano, a pieno titolo, anche le nostre attività, le quali sono tutte dotate dell’autorizzazione per la somministrazione ma, diversamente da tutte le altre attività prima citate, non possono accedere al credito di imposta di cui si tratta in quanto i loro immobili sono accatastati nelle categorie D3 o D8. In molti casi infatti, i nostri locali, hanno intrapreso l’attività in edifici a destinazione produttiva industriale/artigianale, ormai in disuso, adattati per le esigenze specifiche e per questo accatastati nella categoria D8 ovvero negli altri casi accatastando gli immobili nella categoria D3 per analogia con le sale per concerti, spettacoli e simili, previsti in tale categoria L’esclusione delle nostre attività dal fondo in scrutinio sarebbe una grande ingiustizia considerato che le nostre attività sono state fra le prime ad essere chiuse, con specifico provvedimento, fin dal 1 marzo u.s.

9) Emanare una norma che eviti lo sfratto per morosità

Tra le spese fisse di una certa importanza che gli imprenditori del settore devono sopportare vi rientra, sicuramente, il canone per l’affitto dei locali. I nostri Club richiedono ampi spazi per l’esercizio dell’attività e questa condizione comporta, soprattutto nelle grandi città, canoni di affitto molto elevati. La misura predisposta dal governo dalla quale, per il momento, le nostre attività risultano, comunque, escluse, non è, in ogni caso idonea, a risolvere il problema alla radice e, considerato il protrarsi della situazione, molti imprenditori saranno in difficoltà ad assolvere gli impegni sottoscritti. Per questo motivo chiediamo che vengano sospesi, almeno fino al 31 dicembre 2020, i termini per poter avviare la procedura di sfratto per morosità.

Pur consci delle difficoltà del momento riteniamo che le misure richieste siano il minimo necessario per non raccogliere solo macerie quando sarà passata la tempesta, per non veder scomparire tutto quello che tante persone hanno costruito nel corso di una vita e per non scorgere i sogni, le aspettative, le speranze da così lontano da sembrare quelle di un altro uomo. E’ in questi momenti che lo Stato deve farsi presente, per dare speranza agli uomini di buona volontà di ricostruire e ricominciare e di tenere alta la propria dignità.

Sostenere il settore vuole, anche, dire sostenere il sistema turistico del Paese che ci auguriamo possa riprendere a funzionare al più presto.

I dati statistici, infatti, evidenziano che, nella scelta della destinazione per le vacanze, i turisti mettono “l’offerta di intrattenimento” al terzo posto, subito, dopo “la cortesia/ospitalità” e la “qualità del mangiare e bere”.

I club, le sale da ballo, le balere, infatti, sono parte essenziale del sistema di servizi richiesto per permettere alle persone di accedere all’offerta turistica. Le considerazioni che mi sono permesso di portare alla Sua attenzione rispecchiano le gravi e
reali difficoltà che stanno vivendo in questo momento le nostre attività, certo che vorrà tenerle in debita considerazione, per dare una risposta concreta ai problemi rappresentati.

A disposizione per qualsiasi necessità, colgo l’occasione per inviarLe i più cordiali saluti.

Con profonda stima.

firma pasca