Lettera al Presidente del Consiglio

Richiesta di aiuti economici

Riportiamo di seguito la lettera inviata dal nostro Presidente Maurizio Pasca al Presidente del Consiglio per richiedere interventi a sostegno del nostro settore, fortemente colpito dalla situazione di emergenza che stiamo vivendo.

Ill.mo sig. Presidente,
come sa, l’impatto della crisi è diffuso su tutto il territorio nazionale, per l’effetto combinato delle misure sanitarie di prevenzione e del crollo dei consumi fuori casa, causato da una minore mobilità, dal crollo dei flussi turistici, dalla cancellazione di numerosi eventi e manifestazioni, dal maggior utilizzo dello smart-working e da un diffuso stato di allarmismo sociale.

In questa situazione le discoteche sono state chiamate, più di altre attività, a dare il loro contributo nella lotta contro la diffusione del virus e gli imprenditori del settore, pur tra mille difficoltà, hanno risposto all’appello con serietà e senso di responsabilità, consci della gravità della situazione.

Nello specifico le discoteche e i locali di intrattenimento sono stati impossibilitati ad operare, prima solamente in alcune aree quali la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna, per effetto delle ordinanze di chiusura delle attività e, a far tempo dal 4 marzo u.s, sull’intero territorio nazionale al fine di rispettare le raccomandazioni dettate per contrastare il diffondersi del virus COVID-19, in tale ambito spaziale, dal coevo provvedimento adottato dal Consiglio dei Ministri.

Stiamo parlando di un settore con un fatturato complessivo di circa 7,5 miliardi fra discoteche, bar, e altri locali dove si praticano trattenimenti danzanti, con oltre 1,4 milioni di occupati, e dove l’occupazione giovanile rappresenta una percentuale importante: il 36,1% dei dipendenti, infatti, ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni e tra questi la maggioranza sono donne, senza contare il traino che il settore rappresenta per i negozi, i centri commerciali, la ristorazione, i taxi e il car sharing.

L’impatto economico, diffuso su tutto il territorio nazionale, è stimabile per il settore, fino ad oggi, in:

➢ mancati incassi = – 0,45 miliardi di euro ( 4,5% del volume di affari annuo)
➢ Valore aggiunto del settore perso = – 160 milioni di euro.

Al fine di far fronte alla drammatica situazione chiediamo che siano adottate una serie di misure che, incidendo sia sulla riduzione del costo del lavoro, sia sulla dilazione degli oneri fiscali e contributivi, riteniamo possano mitigare la situazione. Queste proposte sono utili alle imprese, che sono nella condizione di totale chiusura favorendone la sopravvivenza, garantendo il livello occupazionale e indirizzando risorse per una ripresa e rilancio dell’operatività.

Fondamentale è non circoscrivere gli interventi alle sole zone “rosse e/o gialle”, ma intervenire, anche con diversa gradualità, su tutto il territorio nazionale:
1. Individuazione di una causale specifica riconducibile allo stato di crisi per effetto del fenomeno COVID-19 che deve essere prevista per le seguenti forme di integrazione salariale (FIS, Cassa integrazione in deroga, Cigs,) con la previsione di procedure rapide e di pagamento diretto;
2. Richiesta per le imprese del territorio nazionale rientranti nell’ambito di applicazione del FIS (art. 29 Dlgs 148/2015) di accesso tramite causale COVID-19 all’assegno ordinario a prescindere dal limite dimensionale. Tale misura eccezionalmente e per il periodo necessario deve essere, altresì, estesa alle imprese che occupano meno di 6 dipendenti le quali ad oggi non rientrano nell’ambito soggettivo del FIS;
3. Applicazione alla disciplina generale FIS relativa alla causale COVID-19 delle seguenti deroghe:
– deroga al principio della riserva economica
– deroga alle durate massime complessive previste dalla legge
– deroga alla contribuzione ordinaria e addizionale
– retroattività alla data di emissione dal 23 febbraio 2020
– semplificazione delle procedure e, nel caso di aziende multi localizzate sul territorio, previsione di una domanda unica valida per tutte le unità produttive ubicate in Italia;
4. Interventi con modalità di credito di imposta proporzionato alla perdita di fatturato anno su anno a supporto delle imprese del turismo, in generale, e delle discoteche in particolare;
6. Sospensione dei termini per il pagamento dei contributi assistenziali e previdenziale e dei premi
per l’assicurazione obbligatoria fino al 30/4/2020;
7. Sospensione dei termini della ritenuta alla fonte fino al 30/4/2020;
8. Sospensione dei termini per versamenti assicurativi e alle Camere di Commercio;
9. Sospensione pagamento ruoli/cartelle esattoriali anche per le entrate non tributarie (ad esempio per i contributi) per almeno 12 mesi e successivo pagamento senza more/interessi;
10. Sospensione dei pagamenti delle utenze fino al 30/4/2020;
11. Slittamento delle rate dei mutui per un periodo di almeno 12 mesi;
12. Estendere il credito di imposta a tutti gli investimenti tesi a migliorare la produttività e l’efficienza aziendale, incluse le ristrutturazioni;
13. Estendere esenzione IRAP – in atto prevista solo per i primi 5 anni – a tutte le imprese del turismo per un periodo pari ad almeno 12 mesi;
14. Rendere IMU deducibile al 100% sia ai fini IRES che ai fini IRAP.

Sappiamo che le misure richieste comportano interventi straordinari e urgenti, che il Governo sta per adottare a seguito dell’apertura UE sulla flessibilità, ma riteniamo che, solamente con questi interventi di sostegno sia possibile evitare il fallimento di numerose imprese del settore e di ritrovarci, alla fine dell’epidemia, con un cumulo di macerie al posto di attività che sono alla base del sistema turistico italiano.

Con la speranza che le richieste presentate vengano raccolte con il giusto spirito e tenute in debita considerazione porgo i più distinti saluti e rimango a disposizione per qualsiasi necessità.