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Mascherine e distanziamento sociale

La lettera di Silb a Conte e Lamorgese sulla responsabilità dei gestori

A prescindere dalle situazioni regolamentate in modo diverso da Regione a Regione, il “grido” che si alza sul fronte dei gestori di locali di intrattenimento, nella fattispecie le discoteche, è forte. Il distanziamento sociale diventa spesso capro espiatorio di uno scaricamento di responsabilità da parte delle amministrazioni pubbliche, sussistono incongruenze come quelle del ballo fra congiunti (non si capisce perché si possa mangiare a un tavolo vicini, convivere, ma non ballare in coppia).

In Liguria il ballo fra congiunti è vietato, ovvero ammesso nelle scuole e nelle palestre: ma siccome le palestre sono chiuse e i maestri di ballo vanno in giro a organizzare serate, il responsabile Silb Fabrizio Fasciolo ha chiesto un incontro in sede istituzionale.

In Campania, al chiuso il ballo è consentito ai tavoli, per dar modo ai locali delle località estive più popolari di lavorare.

Nelle Marche le prescrizioni e i controlli si concentrano sul personale, mentre mascherine e distanziamento sono difficilissimi da mantenere.

Ad Alba Adriatica causa assembramento una nota discoteca è stata chiusa, mentre pare che al Papeete di Riccione la gente balli tranquillamente senza mascherina con buona pace dei provvedimenti.

La situazione è al limite dell’assurdo ma i problemi maggiori sono come sempre quelli dei titolari di locali, perché spesso un happy hour al bar viene ritenuto meno rischioso di una serata in discoteca. Per questo, la dirigenza Silb ha predisposto una lettera per il presidente del consiglio Giuseppe Conte e il ministro Lamorgese, in merito alla responsabilità dei gestori.

Fabio Facchini, nel Veneto colpito dal caso dell’imprenditore malato che si è rifiutato di sottoporsi a cure contagiando altre persone, denuncia l’impossibilità di lavorare in questo modo. “Controllare il distanziamento e l’uso delle mascherine imporrebbe la security per ogni cliente, ci abbiamo provato questo week end ma non è facile essere ascoltati dalla clientela! In compenso un video è finito al Giornale di Vicenza e siamo stati convocati dalla questura”.

Intanto Silb denuncia un rave party ad Asti, con cento partecipanti identificati.