Messaggio del Presidente Pasca

Riflessioni su passato, presente e futuro della nightlife

Questo stare fermi è come una malattia: quando si è malati, uno ha tempo per riflettere su tutto e spesso quando si rialza, magari dopo uno spavento, ha raggiunto consapevolezze impensabili prima.

Mi sono chiesto: come eravamo noi, prima del coronavirus?

Negli anni Ottanta e Novanta eravamo il faro della nightlife mondiale, poiché l’Italia era leader in termini di inventiva, di modelli di divertimento, di locali. Poi, è successo qualcosa. Dall’alto, si è cominciati a scivolare giù e fino a lì non c’è nulla di male, è fisiologico. L’importante è rendersene conto e bloccare la discesa.

La nostra “discesa” è stata determinata da modelli di minor valore, discoteche gestite da persone non proprio competenti, più spregiudicate, meno etiche. Abbiamo consentito che questa deriva avvenisse sotto i nostri occhi, lentamente e inesorabilmente. Per questo abbiamo le nostre responsabilità. E se la stampa ha iniziato a considerarci la fonte di tutti i mali è, effettivamente, perché il male si è introdotto nel nostro settore, lo ha svilito e indebolito.

Questo  covid19 è una piccola tragedia ma deve essere, anche, un monito, un’occasione per recuperare il terreno perduto, perché non è mai troppo tardi. Abbiamo visto dove sta il cancro del nostro comparto: nella divisione degli intenti, nell’abusivismo, nella mancanza di competenza e di capacità imprenditoriale di alcuni soggetti. Come argomenta un giovane, con riflessioni argute, sul mio profilo Facebook: “chi decide di fare del ballo la propria impresa deve rispondere ai massimi requisiti di sicurezza, qualità e preparazione.”

Siamo Imprenditori! Dobbiamo tornare a capire che come imprenditori produciamo ricchezza, che concorriamo a formare, in buona misura, il Pil nazionale! Però i media non ci percepiscono così, ma come “discotecari”, stigma sociale del pregiudizio verso la categoria. La corsa al ribasso, la spirale autodistruttiva a cui abbiamo assistito è avvenuta, perché ognuno di noi era troppo impegnato nel suo orto personale. Non abbiamo “fatto sistema”, come si dice.
Una volta usciti da questo tunnel sanitario, la nostra coesione dovrà essere ferrea.

E per coesione intendo tre cose fondamentalmente:

a) azioni istituzionali e sindacali,
b) lotta all’abusivismo,
c) professionalità.

Inoltre dovremo porre una maggiore attenzione, anche, alla comunicazione, perché rappresenta il volto con cui la gente ci vede. Sono interventi che, affinché siano efficaci, dovremo fare uniti con tutte le altre figure dell’entertainment e dello spettacolo: imprenditori, promoter, d.j., direttori artistici, p.r., giornalisti, agenzie.

Dobbiamo ritornare ad essere socialità, vita, spettacolo, allegria, ottima musica, ma, altresì, professionalità. Una parola che è mancata troppo spesso e la sua assenza ha investito a cascata tutto il settore. Su questo terreno ormai compromesso, ma non distrutto, possiamo tracciare il percorso che ci porti fuori dall’acquitrino in cui siamo finiti. E ci riporti dove eravamo tanti anni fa: leader dell’entertainment.

Dovremo indicizzare su Google, una parola nuova. Non più “discoteca”, che è accompagnata ormai da pregiudizi e convinzioni non certo benevole. Al suo  posto  dovrà subentrare “ Italian nightlife” un lemma, cioè, che dia il segno dell’energia positiva, della fantasia, della cultura musicale, dello spettacolo. All’italiana, come solo noi sappiamo fare! Come ho già ricordato: dopo il buio viene sempre la luce. Facciamo che stavolta sia abbagliante.

firma pasca