Un momento drammatico

La crisi sanitaria e quella economica. Insieme. Lo scenario è terribile. La parola che temevamo è stata pronunciata ieri, è pandemia.

Penso che l’emergenza prima sia quella sanitaria. Se non ferma l’espansione del virus, se non si inverte la curva del contagio e dei morti, il danno sarà irrimediabile. E l’unico strumento a nostra disposizione, allo stato attuale, è il blocco delle relazioni sociali. Non abbiamo un vaccino, non abbiamo rimedi conosciuti ed efficaci. Possiamo solo stare a casa. Il più possibile.

Ha funzionato in Cina, sta funzionando in Corea, forse sta funzionando anche a Codogno. Altro non c’è al momento.
I provvedimenti del governo vanno in questo senso. Speriamo producano risultati. Da oggi  la chiusura di ulteriori attività, l’Italia è ferma.

Io sono per un’ulteriore rigidità. Avanti così.

Degli errori del passato parleremo dopo. Ci sarà occasione per effettuare una disamina, come sempre accade nei momenti di crisi e di tragedia, si prende coscienza e si cerca di evolvere.

Ora occorre trovare soldi per gli ospedali, per le terapie intensive, per le mascherine.

Senza limiti.

Dopo si penserà all’economia, prima usciamo vivi da questa brutta esperienza.

Mi ha fatto molta impressione l’intervento di Zaia, nel quale ha dichiarato che da oggi sino ad aprile in Veneto possono esserci 2 milioni di contagiati.

Stringiamoci forti tutti insieme e speriamo bene.