Aggressione a Barcellona, il SILB-FIPE: “La sicurezza non può fermarsi alla porta di un locale”

SILB-FIPE, FECASARM, Spain Nightlife e International Nightlife Association (INA) esprimono profonda preoccupazione per la grave aggressione ai danni di un giovane turista italiano a Barcellona e chiedono un rafforzamento della collaborazione internazionale sulla sicurezza nella vita notturna.

È ancora ricoverato all’Hospital del Mar di Barcellona, in coma farmacologico e con prognosi riservata, Nicola Maggiotto, il giovane turista italiano rimasto gravemente ferito nella notte del 12 agosto nella zona del Parc Fòrum, a Sant Adrià de Besòs.

Secondo le informazioni attualmente disponibili, Maggiotto si trovava in vacanza a Barcellona insieme ad alcuni amici. Dopo aver trascorso la serata al Sea Beach Club, il gruppo si sarebbe diretto verso la fermata dei taxi, quando, a circa 300 metri dal locale, sarebbe stato aggredito da un gruppo di giovani spagnoli. Le circostanze esatte dell’accaduto sono ancora al vaglio della polizia spagnola.

La famiglia della vittima ha presentato denuncia e le autorità stanno lavorando per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili.

Il proprietario del Sea Beach Club ha espresso vicinanza a Nicola e alla sua famiglia, augurando al giovane una pronta guarigione e assicurando la propria collaborazione alle forze dell’ordine nell’ambito delle indagini.

La solidarietà del settore della vita notturna

SILB-FIPE, insieme a FECASARM, Spain Nightlife e International Nightlife Association, ha espresso piena solidarietà a Nicola Maggiotto, alla sua famiglia e ai suoi amici.

Le organizzazioni sottolineano, inoltre, come un episodio di violenza individuale non possa essere utilizzato per definire l’intero comparto della vita notturna, formato da imprese e professionisti quotidianamente impegnati nella costruzione di ambienti sicuri, responsabili e di qualità.

L’episodio, al contrario, evidenzia la necessità di rafforzare la collaborazione tra locali, associazioni di categoria, amministrazioni pubbliche, forze dell’ordine e comunità locali, soprattutto negli spazi pubblici che circondano i luoghi del divertimento.

La sicurezza non può fermarsi alla porta di un locale”, è il principio ribadito dal settore: la prevenzione deve coinvolgere l’intero ecosistema della notte, dalla gestione degli esercizi agli spazi esterni, fino ai collegamenti e alle aree di transito utilizzate dai clienti.

L’alleanza tra Italia e Spagna

La vicenda riporta al centro anche la collaborazione tra il comparto italiano e quello spagnolo della nightlife.

Maurizio Pasca, presidente di SILB-FIPE e vicepresidente dell’INA, ha espresso profonda preoccupazione per quanto accaduto e vicinanza alla famiglia di Nicola. “Il nostro primo pensiero va a Nicola, alla sua famiglia e ai suoi amici, e gli auguro sinceramente di riprendersi. Sono profondamente preoccupato e confido che le autorità stiano cercando di identificare i responsabili”.

Pasca ha quindi sottolineato come la vicenda dimostri che la sicurezza debba essere affrontata attraverso una responsabilità condivisa: “Questa tragedia ci ricorda che la sicurezza non può fermarsi alla porta di un locale. Richiede la collaborazione tra aziende, amministrazioni, forze dell’ordine e l’intera comunità”.

Sulla medesima linea Riccardo Tarantoli, delegato italiano SILB-FIPE per le attività internazionali e membro del consiglio direttivo dell’International Nightlife Association, che ha richiamato la necessità di sviluppare un nuovo modello di governance della notte.

Secondo Tarantoli, il progetto delle “Città della Notte”, ispirato anche alle esperienze maturate a Roma e nel Lazio, può rappresentare un modello europeo fondato sul dialogo tra istituzioni, imprese, mondo scientifico, cultura e sicurezza.

L’obiettivo è costruire una notte “più sicura, accessibile e dinamica”, capace di tutelare clienti e lavoratori senza rinunciare alla dimensione sociale, culturale ed economica della vita notturna.

Standard comuni per una notte più sicura

L’alleanza tra le organizzazioni italiane e spagnole punta anche alla diffusione di standard sempre più elevati in materia di sicurezza, qualità del servizio, sostenibilità, gestione responsabile e professionalità.

Una collaborazione che, secondo le associazioni, deve estendersi a livello internazionale attraverso la condivisione di conoscenze, buone pratiche e standard comuni per prevenire la violenza e aumentare la sicurezza di residenti e turisti.

Joaquim Boadas, presidente dell’International Nightlife Association e segretario generale di Spain Nightlife e FECASARM, ha espresso a sua volta vicinanza a Nicola e alla sua famiglia.

La violenza non appartiene alla vita notturna o all’ambito della nostra società”, ha affermato Boadas, ribadendo l’impegno del settore a investire in prevenzione, professionalità e sicurezza.

L’obiettivo, ha sottolineato, non deve essere soltanto reagire agli episodi quando si verificano, ma prevenirli attraverso un lavoro costante e condiviso.

La sicurezza come responsabilità collettiva

L’aggressione di Barcellona rappresenta dunque un ulteriore richiamo alla necessità di ripensare la sicurezza della notte in una prospettiva più ampia.

La protezione delle persone non può riguardare esclusivamente gli spazi interni dei locali, ma deve coinvolgere anche strade, aree di collegamento, trasporti, spazi pubblici e tutti i soggetti che concorrono alla gestione della notte.

SILB-FIPE, FECASARM, Spain Nightlife e INA confermano quindi la volontà di rafforzare la cooperazione tra Italia, Spagna e le organizzazioni della nightlife internazionale, condividendo esperienze e strumenti per costruire un modello di divertimento sempre più sicuro e responsabile.

Il primo pensiero, però, resta rivolto a Nicola Maggiotto, alla sua famiglia e ai suoi amici, con l’auspicio di una pronta e completa guarigione.

Perché una notte sicura non è responsabilità di un solo locale: è una responsabilità di tutti.

 

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