Il fenomeno del soft clubbing: attenzione alle regole

Mentre gli innovatori cavalcano il sorgere dei nuovi riti sociali, come il soft clubbing, c’è chi, come Silb-Fipe (Associazione Italiana Imprese di intratteniment da ballo e di spettacolo), ricorda l’esistenza di regole stringenti sull’intrattenimento nei pubblici esercizi. L’alterazione estemporanea delle destinazioni d’uso innesca nuove problematiche: «Ben vengano le nuove mode e chi ha voglia di fare colazione ballando nei bar lo faccia pure – afferma Maurizio Pasca, presidente Silb-Fipe – però sempre nel rispetto delle regole che vigono per attività analoghe. Non si può confondere un momento di intrattenimento con un’attività di pubblico spettacolo. Ballare, creare affollamento, organizzare dj set con persone che si muovono e stazionano in spazi non progettati né autorizzati per questo tipo di eventi significa esporre il pubblico a rischi concreti». Il nervo scoperto è l’assenza di adeguamenti strutturali: trasformare aree destinate alla semplice somministrazione in club improvvisati può mettere a rischio la tutela degli ospiti. «Quando si genera un assembramento in un locale privo delle necessarie autorizzazioni, senza piani di emergenza adeguati, senza controllo delle capienze o personale formato per la safety e security, si crea una situazione potenzialmente pericolosa» sottolinea Pasca, che intravvede nel fenomeno anche una concorrenza sleale: «Consentire che si balli in luoghi non autorizzati significa creare una distorsione del mercato e penalizzare chi opera nella piena legalità.

L’innovazione nei format è legittima, ma deve avvenire nel rispetto delle norme».

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